L’autore, attraverso questa poesia, affronta i temi della “žresurrezione” animica, psichica e umana utilizzando la filosofia buddhista nota come “žsutra del loto” in una precisa ma poetica distorsione onirica e strutturale del “žrisveglio delle coscienze”.

Fluttuare nel cielo.
Un velo: madre
in cui scivolare
e bere e bagnarsi
nel sonno

disio c’accinge
il flutto pacato:
tenero pargolo;
nascituro,
stroncato
al risveglio
oscuro.

Bevvi l'acqua
dal fango
che nutre: labbra
affondano in breve
sul limi inerti
e liminali incerti;
putredine fresca e
sedimento di cani,
maiali
o altri petali
consunti

sprofondi la sonda:
riscatto
o perdono
non sgorga-
il tuo fare
affondi!
nel dire di madri
mai state figlie
e padri
che ammirano
madri asciutte
ideando loro natura
e fattezze…
rodendosi in vero
di tali certezze

quale fiume
d’altri temporali
dissolvo limacci
e torbe;
e così dispero
il tuo fiorire
a rifiorir dal fango
che cela il tuo sorriso
per nutrire l'anima
sognante
d'un fiore
ingannato
d'immago

Nicola Spanu

Nicola Spanu: pianista autodidatta. Ha studiato perfezionamento durante la propria maturità col maestro del conservatorio di Cagliari Orio Buccellato. Giovanissimo si interessa di scrittura creativa, arti visive e teatro. Attualmente impegnato in studi teorici e pratici per svolgere l’attività di operatore di teatro sociale presso la compagnia CadaDie Teatro di Cagliari. (Nicola Spanu 2017)