Zone economiche speciali: arrivano conferme, ma continua il silenzio della Regione di Antonio Ladu

Argomento
Ambito Territoriale

Sul tema delle ZES ho scritto due Post sui quali arrivano conferme.

Il primo del 14 luglio 2017 era intitolato “Davvero qualcuno pensa che si possano istituire 6 Zes (Zone economiche speciali) in Sardegna? “ nel quale,analizzando il Decreto sul Mezzogiorno, concludevo che l’istituzione di sei ZES era assolutamente da escludersi.

Obiettivo perseguito, come riporta la Nuova del 20.7.2017, dal sindaco di Olbia che, in accordo col Presidente del Cnipes,  ha scritto all’ufficio legislativo della Camera  e agli onorevoli Scanu e Brunetta per introdurre tre modifiche nel Decreto n. 91.

Le modifiche proposte sono tre: riconoscere i consorzi industriali come soggetti gestori della ZES e  inserire un rappresentante dei consorzi nel Comitato di indirizzo preposto alla gestione della ZES, l’eliminazione di ogni riferimento al Regolamento europeo, l’inserimento del riferimento al Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica.

Il sindaco di Olbia si muove quindi nell’ottica delle sei ZES, ma il metodo e le proposte avanzate fanno sì che non abbia la minima probabilità di riuscita.

Anche perché Il Governo ha posto la questione di fiducia sul Decreto Sud, già approvato dal Senato con voto per appello nominale (154 i favorevoli e 117 i contrari). Il provvedimento, che dovrà essere approvato in via definitiva entro il 19 agosto è passato dunque all’esame della Camera in seconda lettura e verrò sicuramente approvato nei tempi previsti e senza ulteriori modifiche.

Nel secondo Post del 20/7/2017 dal titolo “Zone economiche speciali: che fare?” ho avanzato la proposta che si lavori per una ZES  articolata a rete nei sei porti principali della Sardegna.

Secondo quanto riportato dalla Nuova del 27/7/2017 il Senatore Silvio Lai si è pronunciato per una ZES istituita a Cagliari ed estesa a Portotorres,Olbia e Oristano.

Sulla linea di una ZES estesa ai principali porti dell’isola si era espresso anche il Senatore Francesco Sanna in un Convegno tenuto a Cagliari il 14/7/2017.

Chi ancora non ha preso posizione è il soggetto più importante, la Regione Sardegna.

La proposte per l’istituzione di una Zes dovrà infatti essere presentata dalla Regione che sembra stare in posizione di attesa. 

L’Assessore Paci, infatti, in una dichiarazione del 20/7/2017 dice: "Al momento il decreto è in fase di riconversione alle Camere e, una volta diventato legge, richiederà un decreto di attuazione che dovrà stabilire le regole per il riconoscimento delle ZES regionali. Quindi i tempi non sono sicuramente brevi, ma abbiamo già messo in moto tutte le procedure necessarie per farci trovare pronti al momento giusto".

Poiché la proposta di una Zes estesa ai principali porti della Sardegna deriva dalla specificità della nostra isola, la Giunta non deve aspettare il decreto di attuazione, ma definire una proposta e avviare immediatamente il confronto col Governo, perché la nostra specificità sia riconosciuta in sede di decreto di attuazione.

Antonio Ladu

Laureato alla Bocconi di Milano in Lingua e Letterature straniere, è stato assistente di Italiano al Liceo Jeansono de Sailly a Parigi. Sindacalista  nella Camera del Lavoro di Oristano e nella Segreteria regionale della Cgil. E’ stato inoltre presidente del Consorzio Industriale e del Sil-Patto territoriale di Oristano.

 

 

Commenti

Da qui occorre ripartire. Non sarebbe male - mentre la Regione procuri di accelerare i tempi - che il Consorzio Industriale metta in cantiere ogni azione che possa essere utile a "preparare il terreno". Non ultimo avviare progetti di messa a valore della fibra ottica presente ma non attivata e, quindi, inutilizzabile da parte delle imprese insediate.

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