Volontari a Oristano di Luisanna Usai

Argomento
Ambito Territoriale

Insegnante di Italiano e Latino in pensione, da anni si occupa di volontariato , collaborando con la ong sarda OSVIC (Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano), prestando servizio come presidente, e ora vicepresidente, del locale gruppo MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) e nell’Associazione DOMUS Oristano, che cura l’accoglienza di senza tetto nel Dormitorio comunale; è responsabile del SaSolpoint4 di Oristano,  il punto territoriale del Centro Servizi per il Volontariato  Sardegna Solidale.

                                            Volontari ad Oristano

Operano a Oristano più di 60 Associazioni di volontariato, che coprono i più svariati settori: cultura, cittadinanza, sport, assistenza a malati e anziani, protezione civile, accoglienza, distribuzione di cibo e di beni di prima necessità. È un mondo parallelo, non sempre conosciuto  che, nonostante le differenze di formazione, provenienza sociale, credo religioso o convinzioni politiche, si caratterizza per il tratto, comune tra i volontari, della gratuità e della voglia di spendere un po’ del proprio tempo per gli altri.

Un mondo parallelo a quello del lavoro o della politica, ma che non toglie lavoro e, a suo modo, fa politica, prendendosi cura delle esigenze dei cittadini, là dove le Istituzioni non sono in grado di operare. In questa nostra terra, se non ci fossero le associazioni di volontariato, la qualità della vita sarebbe decisamente peggiore.

I volontari appartengono  a ogni fascia di età, e una buona percentuale è costituita da pensionati. Più difficile è per i giovani l’impegno in attività di volontariato, o per lo meno per i giovani più fortunati che un lavoro lo hanno trovato, qui o altrove; d’altra parte, chi trova un lavoro precario una tantum non può permettersi il lusso di impegnarsi in altre attività.

Purtroppo è difficile intercettare quella generazione NEET che non studia e non lavora, e nemmeno si spende per gli altri. In questo settore può fare  molto il Servizio civile volontario, che, con un piccolo stipendio mensile, offre per un anno  opportunità di formazione anche presso le Associazioni di volontariato.  I giovani che operano nel Servizio civile, al di là della specifica formazione, hanno l’opportunità di scoprire questo mondo parallelo, e spesso, finito l’anno di servizio,  decidono di impegnarsi gratuitamente.

La cultura del volontariato e i suoi valori in Sardegna sono diffusi anche attraverso l’opera di sensibilizzazione, accompagnamento e formazione di Sardegna Solidale, un Centro Servizi per il Volontariato a cui afferiscono circa un migliaio di Associazioni sarde, e che ha una presenza capillare nell’Isola attraverso i 40 SaSolpoint, uno dei quali è operativo anche a Oristano.

Nella struttura comunale di via Carlo Meloni il SaSolpoint4 è a disposizione per  il disbrigo delle pratiche e la consulenza alle Associazioni, inoltre gestisce la sala, mettendola gratis a disposizione delle associazioni che ne facciano richiesta; la sala viene utilizzata anche per i Corsi di Formazione che Sardegna Solidale periodicamente offre gratuitamente  alle associazioni.

A fronte di questa realtà di impegno e generosità stanno però delle criticità che è bene conoscere.

La prima criticità è la difficoltà ad avere una sede in cui riunirsi per svolgere le proprie attività. Da qualche anno , in verità, il Comune sta cercando di dare risposte alle numerosissime associazioni che facciano richiesta di locali idonei, e così ha messo a disposizione gli uffici di via Carlo Meloni e i locali delle scuole elementari di Donigala e di Silì. Le richieste inevase sono tante e forse si arriverà a utilizzare gli ambienti ormai vuoti delle scuole.

Una seconda criticità sta nella frequente sovrapposizione  dell’offerta assistenziale: molte associazioni si occupano dello stesso settore e non collaborano tra loro, da quelle impegnate nella Protezione civile a quelle che distribuiscono cibo e beni di prima necessità.Compito delle Istituzioni sarebbe quello di offrire occasioni di fare rete mettendo a disposizione  spazi comuni , secondo esempi già collaudati altrove: un Emporio solidale gestito con il contributo di tutte le associazioni del settore, in un locale comunale, potrebbe essere riferimento per le tantissime famiglie indigenti del territorio, razionalizzando il servizio ed evitando doppioni inutili. Anche le associazioni di Protezione civile potrebbero lavorare meglio se coordinate tra loro.

Il problema del fare rete riguarda però tutte le associazioni, che quando si uniscono fanno grandi cose.

La Consulta delle Associazioni di volontariato dovrebbe essere rilanciata, così come dovrebbe funzionare a pieno regime il Segretariato sociale.

Una parola sull’emergenza abitativa, di cui si fa carico il PLUS con progetti ad hoc, o Istituzioni religiose.

 Il Coordinamento delle Associazioni di volontariato Domus, che si sta costituendo in semplice Associazione, da due anni e mezzo circa gestisce il Dormitorio comunale, offrendo accoglienza notturna e un pasto frugale a chi non ha casa. Sono persone che trovano un ambiente familiare e accogliente, pur nella difficoltà della coabitazione ; la loro permanenza non può protrarsi molto a lungo, ma purtroppo alcuni continuano a non avere alternative.

 Basta l’opera dei volontari a sanare queste situazioni?

E sulle nuove povertà basterà l’opera dei volontari? Basterà l’assistenzialismo?

Che dire poi dell’accoglienza ai migranti? I volontari possono collaborare fornendo cibo e vestiario, possono anche sensibilizzare la popolazione all’accoglienza o promuovere percorsi di integrazione, ma le istituzioni devono mettersi in gioco individuando soluzioni non solo emergenziali .

Noi ci siamo

Luisanna Usai

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