Il familismo amorale. Di Elisa Dettori

Nel suo libro “Le basi morali di una società arretrata”, l’antropologo statunitense Edward C. Banfield introdusse il concetto di familismo amorale.

Durante un suo soggiorno in un paesino dell’Italia meridionale, Banfield notò come in quel luogo l’andamento del sistema economico fosse  fortemente condizionato dal modo in cui gli abitanti vivevano i legami con i propri nuclei familiari.

Le politiche sociali di Mussolini. Di Elisa Dettori

Fino alla prima metà del ‘900, la donna assumeva valore solo se si rivelava abile nel lavorare nei campi e se riusciva a mettere al mondo più figli. Negli ambienti rurali, infatti, la famiglia costituiva un’opportunità per aumentare la disponibilità di manodopera.

Durante il periodo fascista, si misero in atto delle politiche finalizzate a incidere sulla struttura delle famiglie, in modo da favorire la crescita della popolazione, avere forza lavoro, eserciti più consistenti e, di conseguenza, una Nazione più forte.

Beppe Grillo, le parole sono pietre. Di Elisa Dettori

Recentemente, durante una kermesse organizzata dal Movimento 5 Stelle, presso il Circo Massimo di Roma, Beppe Grillo ha utilizzato il termine “autistico” per insultare gli avversari politici, associandolo inoltre al termine “psicopatico”.

Un intervento vergognoso che rende ancor più imbarazzante il silenzio dei parlamentari grillini e dei maggiori esponenti del partito, che non si sono dissociati da quelle parole e che non hanno espresso il minimo dissenso in relazione a quanto detto da uno dei padri fondatori del Movimento.

Intervista di Nando Cossu a Dondedda di Cabras

La prima di due, brevi storia di vite sufficienti a far conoscere la condizione della donna nella società agropastorale sarda (per non dire europea). Questa intervista risale alla prima metà degli anni settanta del secolo scorso e nella sua brevità mette in evidenza quale carico di responsabilità (e di fatiche) ricadevano sulle spalle delle donne. Soprattutto quando il “capofamiglia” veniva meno ai suoi doveri, magari per la bettola, o mancava del tutto, come nel caso di Dondedda.

La seconda, breve storia verrà pubblicata prossimamente.

Per un diritto universale all’istruzione, specie nel Mezzogiorno. L'investimento determinante e più importante sul futuro dell'Italia. Di Giampiero Vargiu

Il titolo di questo pezzo è, in parte, suggerito da quanto scritto da Mila Spicola l'1 di ottobre scorso su "Democratica", che è il quotidiano online del Partito Democratico. La tentazione di scrivere le mie riflessioni sul tema affrontato da Mila Spicola è stata troppo forte, anche se consapevole della complessità della questione posta. L'esordio del pezzo citato scrive che "Tra gli annunci del Governo non compare nessun investimento nei servizi educativi, si balbetta di tempo pieno ma nulla di concreto è messo in atto."

Intervista di Nando Cossu a Francesco Cabiddu vecchio contadino di Ortueri

Questa intervista risale al 2010 ed ha come informatore Francesco Cabiddu, un vecchio contadino di 98 anni di Ortueri.

Il documento è tratto da una ricerca sul campo da me condotta in circa cinquanta comuni della Sardegna , rappresentativi dell’intera regione. Detta ricerca ha dato luogo al volume “L’amore negli occhi. Rapporti tra i sessi e regole di formazione della coppia nella società agropastorale sarda”. Carlo Delfino editore, 2014.

“MAHINE”- brano pianistico brillante, video di Nicola Spanu

“MAHINE” è una parola che titola simbolicamente e non senza polemiche un brano pianistico insolitamente brillante. Esso racconta, nella sua analisi più diretta, un concetto e un fenomeno mascherati di normalità e inconsapevolmente radicati in una certa visione sociale qui ritenuta miope e contraddittoria: “MAHINE”, in barbaricino “pazzia”.