Poesie. Di Giorgio Luciano Pani

Scrivi poesie con parole ardenti

Che bruciano i pensieri inariditi,

Svela immagini folgoranti e vive

Che frustano la fantasia dormiente.

 

Ruba il ritmo della giovinezza,

La dolcezza del canto melodioso,

La follia inebriata degli amanti,

Il mistero del tempo che incombe.

 

Scrivi con tratto lieve le fantasie,

Trasmetti emozioni dirompenti,

Cattura la bellezza in una rima,

Accogli con stupore i turbamenti.

 

La poesia è incanto e sentimento,

Sa Sartiglia. Di Giogio Luciano Pani

“E si ettada unu bandu, 

Amadu Populu de Aristanis,…

Si fazzat un laudabile giostra,

ovvero Sartilla, tra donnos, donnicellos, lieros

e mannos homines

Sa prova de ispada e de lanza…”

Squilli di trombe e rullio di tamburi

Seguono l’annuncio del banditore.

 

Sa Massaia Manna e  is Massaieddas, 

con gesti rituali di sacralità,

Adornano di preziosi indumenti,

Gelosamente custoditi nel tempo,

Il cavaliere designato dai Gremi 

Tramutandolo in Componidori,

“Liliana Segre: Il Mare nero dell’indifferenza”. Riflessioni sulla presentazione del libro a Oristano. Di Riccardo Scintu

Mercoledì 20 febbraio ho assistito alla presentazione del libro curato da Giuseppe Civati dal titolo: “Liliana Segre: Il mare nero dell’indifferenza”, tenutosi a Oristano al Cooworking 001 in via Garibaldi. Non ho ancora letto il libro, ma ho assistito al bellissimo reading di Marta Loddo e alla presentazione del curatore.

"Racconti di terra e laguna" di Nando Cossu. Un commento di Giampiero Vargiu

il 18 gennaio scorso è stato presentato nella sala del Centro Servizi Culturali UNLA (Unione Nazionale per la Lotta contro l'Analfabetismo) di Oristano il libro di Nando Cossu "Racconti di terra e laguna", edito dalla Carlo Delfino Editore nella categoria Scienze umane. Hanno dialogato con l'autore Silvana Cintorino e Marcello Marras.

Nei giorni successivi ho letto questo libro e provo a descrivere le mie impressioni.

Il capitalismo è l'orizzonte ultimo della storia? Di gia piero Vargiu

La Democrazia liberale, di mercato e di consumo è oggi fortemente alleata del capitalismo e nessuno sembra in grado di guardare oltre il capitalismo.

Per rispondere alla domanda del titolo del pezzo utilizzo quanto scritto nel saggio, che ho letto recentemente, dal titolo "Sulla vocazione politica della filosofia", scritto dalla professoressa di filosofia teoretica all'Università La Sapienza di Roma Donatella Di Cesare e da quanto da lei detto a Radio Radicale, in una conversazione con Andrea Billau, il 05.11.2018 in merito al contenuto del saggio stesso.

Alcune considerazioni sulla situazione attuale e possibili proposte. Di Giampiero Vargiu

Di fronte a una situazione complicata e disperante siamo destinati a soccombere di fronte all'arroganza, agli insulti, a chi, nella migliore delle ipotesi, ci urla nelle pagine di Facebook "ma quando sparisci?" e, ancora, "Continuate a pontificare?" il nostro destino è l'assenza di dialogo, l'incapacità di approfondire le questioni e, di conseguenza, fare, liberamente, ciascuno la propria scelta?

Il familismo amorale. Di Elisa Dettori

Nel suo libro “Le basi morali di una società arretrata”, l’antropologo statunitense Edward C. Banfield introdusse il concetto di familismo amorale.

Durante un suo soggiorno in un paesino dell’Italia meridionale, Banfield notò come in quel luogo l’andamento del sistema economico fosse  fortemente condizionato dal modo in cui gli abitanti vivevano i legami con i propri nuclei familiari.

Le politiche sociali di Mussolini. Di Elisa Dettori

Fino alla prima metà del ‘900, la donna assumeva valore solo se si rivelava abile nel lavorare nei campi e se riusciva a mettere al mondo più figli. Negli ambienti rurali, infatti, la famiglia costituiva un’opportunità per aumentare la disponibilità di manodopera.

Durante il periodo fascista, si misero in atto delle politiche finalizzate a incidere sulla struttura delle famiglie, in modo da favorire la crescita della popolazione, avere forza lavoro, eserciti più consistenti e, di conseguenza, una Nazione più forte.

Beppe Grillo, le parole sono pietre. Di Elisa Dettori

Recentemente, durante una kermesse organizzata dal Movimento 5 Stelle, presso il Circo Massimo di Roma, Beppe Grillo ha utilizzato il termine “autistico” per insultare gli avversari politici, associandolo inoltre al termine “psicopatico”.

Un intervento vergognoso che rende ancor più imbarazzante il silenzio dei parlamentari grillini e dei maggiori esponenti del partito, che non si sono dissociati da quelle parole e che non hanno espresso il minimo dissenso in relazione a quanto detto da uno dei padri fondatori del Movimento.