Atti incivili alle terme di Fordongianus. Di Elisa Dettori

È di questi giorni la notizia dell’ennesimo atto, non certo civile, compiuto ai danni della nostra splendida natura. Uno di quelli che ormai, purtroppo, non suscitano nemmeno più il dovuto sdegno. Secondo i quotidiani che si sono occupati dell’accaduto, dei locali hanno lavato le proprie stoviglie in prossimità delle acque termali di Fordongianus, riversandovi sporcizia e detersivo.

Global Strike For Future (Sciopero globale per il futuro). Di Giampiero Vargiu

“Il mio nome è Greta Thunberg, ho quindici anni e vengo dalla Svezia. Molte persone dicono che la Svezia sia solo un piccolo Paese e a loro non importa cosa facciamo. Ma io ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. Se alcuni ragazzi decidono di manifestare dopo la scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo veramente.

Bando Periferie, raggiunto l’accordo tra Anci e Governo. Di Antonio Ladu

In un Post di tre settimane fa prevedevo che il confronto tra l’Anci e il Governo sul Bando Periferie sarebbe durato a lungo.

I sindaci invece hanno vinto, prima del previsto,  il braccio di ferro col governo.

Il fondo da 1,6 miliardi di euro, congelato dal decreto legge Milleproroghe,  tornerà a disposizione dei comuni per i prossimi due anni e gli enti potranno  così completare i progetti avviati.

Il centennale della Diga del Tirso. La "Retorica e la Controretorica delle Grandi Opere" e la "Partecipazione". Di Giampiero Vargiu

Sabato 6 ottobre scorso si è tenuta all'Hospitalis Sancti Antoni, a Oristano, un Convegno sul "Centennale della Diga del Tirso". Occasione di dibattito fra gli storici, in una sala gremita, a un secolo dalla costruzione della diga del Tirso e dall'avvio delle bonifiche, organizzata da "Paesaggio Gramsci, Associazione per il Parco letterario" e coordinata dal Presidente dell'Associazione Umberto Cocco, già Sindaco di Sedilo e giornalista professionista.

Una strategia energetica per la Sardegna, coraggiosa e che guarda al futuro. Di Giampiero Vargiu

In molti ritengono ancora che le scelte di sviluppo più importanti per la Sardegna siano state quelle legate alla manifattura pesante e, in particolare, alla chimica pesante degli anni sessanta e settanta.

Voglio raccontare un'altra storia.

Come scritto nel libro "Storia e Storie del Bacino Alto Flumendosa" di Luigi Pirroni, dipendente Enel in pensione, "nei primi anni del ventesimo secolo, la realtà socio - economica sarda appariva in forte ritardo rispetto alle pratiche produttive e al tenore di vita delle altre Regioni italiane".

Alcune domande sul carbonile localizzato nel Consorzio Industriale di Oristano. Di Giampiero Vargiu e la collaborazione di Maurizio Fanni.

Nei giorni scorsi, con l'intento di avere una visione più precisa delle attività presenti nell'Area del Consorzio Industriale provinciale Oristanese, mi è capitato di arrivare, attratto da quello che mi sembrava un forte odore di zolfo misto a carbone, oltre la Capitaneria di Porto e la Sede del Consorzio Industriale, svoltando a destra, dopo l'ultima curva, sul proseguimento della Via G. Marongiu, poco oltre la IVI Petrolifera, in un lotto recintato, con all'interno dei grandi cumuli di carbone che, visto dall'esterno, sembrava ridotto già in polvere.

L’Odissea dei Comuni del Bando Periferie è cominciata. Di Antonio Ladu

Come detto nel Post, “Solo Oristano e Cagliari salvano sicuranente i fondi del Bando Periferie”, a questo Bando erano stati assegnati dal precedente Governo 2 miliardi e 100 milioni: 500 milioni per le prime 24città in graduatoria e 1.600 milioni per gli altri 96 progetti approvati.

Nella graduatoria dei primi 24 progetti, Oristano occupava il sedicesimo posto in Italia e  Cagliari il ventitreesimo. 

Ma quindi, cosa si può fare per amare, finalmente, Oristano?Di Riccardo Scintu

In un post precedente suggerivo che chiunque abbia ruoli di responsabilità nella nostra città dovrebbe, in cuor suo e pubblicamente, sostenere che odia “Oristano per come è” e amarla “per come potrebbe essere”. In questo post elenco le azioni più o meno concrete che ritengo necessarie per cambiare Oristano e renderla davvero una cittadina di cui andare fieri.

Mettere al centro le persone e non i gruppi e le “famiglie”

Quella modernizzazione fatta di dighe e di bonifiche. Di Umberto Cocco

Sinora qualche critica sommessa era venuta alla diga del Tirso dalle comunità a monte, del Guilcier e del Barigadu alle quali il lago cento anni fa aveva sottratto terre, «le più fertili» dice il luogo comune. Ha cancellato vie di comunicazione antiche, collegamenti fra paesi, traffici sia pure di economie povere, sommerso chiede campestri, e un villaggio, Zuri: ma del dissenso non si è mai fatta storia, letteratura, non fece massa, limitandosi alla contrattazione del prezzo degli espropri che qualche proprietario  benestante riusciva a condurre con la Società del Tirso.