Il partito della spesa (o del cemento), come il partito dell’austerity (o della tutela dell’ambiente), non hanno senso. Di Riccardo Scintu.

Vista la pochezza dei programmi elettorali e delle proposte politiche sul campo, in questo post mi concentro su alcuni concetti generali. Mi soffermo in modo particolare sulla problematica delle dicotomie, ovvero i temi per i quali il dibattito si polarizza in due sole posizioni contrapposte e non dialoganti. Tra queste: TAV sì/no, reddito di cittadinanza sì/no, per il governo/contro il governo e così via.

A Cagliari il futuro della sinistra sarda, a Oristano il passato deve ancora finire.

Le amministrative di Cagliari, arrivate prematuramente in seguito alle dimissioni di Massimo Zedda, vedono un centro-destra favorito, con un candidato non particolarmente di spicco ma forte di un trend nazionale e regionale molto chiaro. Eppure il post-Zedda è interessante per due motivi:

Autonomia differenziata: necessaria una vera discussione nel Parlamento e nel Paese. Di Antonio Ladu.

Il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna hanno richiesto forme e condizioni particolari di autonomia in base all’articolo 116 della Costituzione.

Chi decide quali possano essere queste condizioni particolari di autonomia è la prima, decisiva domanda sul tappeto perché si tratta di affrontare rapporti decisivi non solo fra Regioni e Stato ma anche fra Regioni e Regioni.

 Sicuramente inaccettabile è la posizione delle regioni Lombardia e Veneto che assegnano al Parlamento unicamente il ruolo di approvare o respingere l’accordo fra Governo e regioni interessate.

I nodi cominciano a venire al pettine: stupore in ambito governativo. Di Gianni Pernarella

E’ di questi giorni l’informativa, riportata anche dalla stampa, di un aumento delle difficoltà di accesso al credito e di riscontrati aumenti di costo per interessi per Imprese e Consumatori su prestiti e mutui e per servizi bancari.

L’Italia come “ L’isola del tesoro”: i tentativi di assalto al fortino per l’oro delle riserve valutarie e altro ancora. Di Gianni Pernarella

Non esito a sostenere che viviamo un ambiente governativo e dintorni i cui si aggirano “avventurieri”, come nel romanzo di R.L.Stevenson, con quotidiani lanci di “ballon  d’essai” di becera propaganda che maschera secondi fini, attualmente con un unico destinatario: la Banca d’Italia.

Prenderò in considerazione l’approccio di due protagonisti di questa squallida vicenda, con obiettivo unico ma con finalità diverse.

Alessandro Di Battista –

Le intese proposte da Veneto Lombardia danno a queste regioni più poteri che alle regioni a statuto speciale. Di Antonio Ladu

Nel post precedente ho cercato di evidenziare come le procedure previste dalle Intese fra le regioni Veneto, Lombardia ,Emilia Romagna e il Governo per la realizzazione dell’Autonomia differenziata siano pericolose e inaccettabili perché minano le basi dell’unità nazionale e  perché  assegnano al Parlamento solo un ruolo di ratifica delle Intese stesse.

Se le procedure sono inaccettabili  e pericolose non è ovviamente un caso. Dipende dal fatto che si vogliono imporre contenuti a tutto vantaggio delle regioni più forti economicamente e più organizzate amministrativamente.

Autonomia differenziata: tema fondamentale per tutte le regioni, anche per quelle a Statuto speciale. Di Antonio Ladu

Dopo il Consiglio dei Ministri del 14 febbraio 2019 che doveva analizzare le bozze delle intese per l'autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, si è finalmente aperto un dibattito sul tema dell’Autonomia differenziata fondamentale non solo per le regioni ordinarie, ma anche per quelle a Statuto speciale.

Il dibattito verte innanzitutto sulle procedure che, questa volta, non sono relative solamente alla metodologia da seguire ma sono, anche e soprattutto, sostanza.

Regionali e finte liste civiche. Di Elisa Dettori

 

Civiche sono quelle liste che si formano grazie all’unione di cittadini che appartengono alla società civile e che si aggregano per impegnarsi per il proprio territorio, scevri da condizionamenti prettamente politici.

Nascono quindi in antitesi rispetto a quelle classiche, dominate dal sistema partitico, per le quali ogni candidatura è irrimediabilmente paracadutata dall’alto. Le persone decidono, in maniera spontanea, di spendersi per il bene della propria città, Regione, Paese.

Gli angoli bui della manovra su cui la propaganda giallo – verde glissa: chi paga chi. Di Gianni Pernarella

Nel precedente Post ci eravamo riservati di tornare su alcuni aspetti della legge di bilancio varata dal governo giallo – verde, sottolineando  che l’Europa ha concordato con il Governo – per evitare la procedura d’infrazione – solamente la modifica di alcuni saldi dei capitoli principali. Le misure specifiche per fare cassa sono invece esclusiva responsabilità delle scelte del governo, di cui non può essere quindi attribuita la responsabilità ad altri.