Quali prospettive per la Sardegna in Europa dopo il 2020? di Antonio Ladu

Ambito Territoriale

Ho sempre guardato con molto scetticismo a coloro che pensano che l’Europa sia pronta ad aiutare le regioni insulari e, fra queste, la Sardegna.

Questo non significa che una battaglia sull’insularità non sia necessaria a livello nazionale ed europeo, anche perché, una diversa e più favorevole applicazione delle normative sugli aiuti di stato e la possbilità di applicare misure di fiscalità di vantaggio regionale, non sono meno importanti degli aiuti finanziari.

Sul fronte degli aiuti finanziari però la partita è rimandata a dopo il 2020 perché fino ad allora il bilancio europeo, nella migliore delle ipotesi, non cambierà.

Il bilancio europeo crescerà dopo il 2020?

In assenza di nuove regole, che prevedano una percentuale maggiore di partecipazione degli Stati nazionali, bisognerà fare i conti con le regole attuali.

Le prospettive non sono incoraggianti perchè si dovranno fare i conti con i nuovi scenari.

Intanto al bilancio europeo mancheranno, dopo la Brexit, i soldi della Gra Bretagna che era un contribuente netto.

Inoltre ci saranno le nuove priorità dell’immigrazione e della sicurezza che richiederanno maggiori risorse.

Questo significa che diminuiranno le risorse della politica di coesione con la quale si esprime la solidarietà europea verso gli Stati e le Regioni europee in ritardo di sviluppo.

Cosa bisogna realisticamente fare?

Il primo contenuto della battaglia sull’insularitò deve essere quello di richiedere che Sardegna sia inserita nella categoria delle regioni in ritardo di sviluppo o non nelle regioni di sviluppo intermedio; in secondo luogo ottenere una diversa normativa sugli aiuti di stato e la fiscalità di vantaggio.

Non meno importante è che utilizziamo al meglio le risorse di cui disponiamo.

Antonio Ladu

Laureato alla Bocconi di Milano in Lingua e Letterature straniere, è stato assistente di Italiano alLiceo Jeansono de Sailly a Parigi. Sindacalista  nella Camera del Lavoro di Oristano e nella Segreteria regionale della Cgil. E’ stato inoltre presidente del Consorzio Industriale e del Sil-Patto territoriale di Oristano.

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