A Oristano è allarme rosso. Di Riccardo Scintu

Ambito Territoriale

Nel 2017 in Italia sono nati soltanto 464mila bambini. Il saldo naturale tra nati e morti è negativo, con un passivo pari a – 183mila unità. È il nono anno di fila in cui l’Italia registra un saldo naturale negativo, parzialmente compensato dal saldo migratorio.

In un contesto problematico a livello nazionale, è noto che la Sardegna stia subendo un processo di spopolamento ancora più accentuato. A un saldo naturale negativo corrisponde un saldo migratorio quasi neutro tra emigrati ed immigrati (questi ultimi prevalentemente stranieri non Europei).

Obiettivo di questo post è dare degli indicatori sulla portata del fenomeno nella provincia di Oristano, in relazione al contesto regionale e nazionale.

I dati presentati in questo post sono delle semplici elaborazioni di sintesi dei dati ISTAT per il periodo 2014-2017. Poiché gli indicatori del quadriennio presentano variazioni trascurabili, per rendere la lettura delle informazioni più fruibile, si è optato, per tutti i dati oggetto di analisi, di fornire il valore medio del periodo. Si osservi dunque la seguente tabella in cui sono riportati, per i tre territorio di riferimento, i dati aggregati per il periodo 2014-2017

periodo  

territorio di riferimento

2014-2017

Oristano provincia

Sardegna

Italia

tasso di natalità (per mille abitanti)

5,825

6,525

7,925

tasso di mortalità (per mille abitanti)

11,4

9,825

10,325

crescita naturale (per mille abitanti)

-5,55

-3,275

-2,45

tasso di crescita totale (per mille abitanti)

-5,35

-2,35

-1,25

popolazione 0-14 anni al 1° gennaio (valori percentuali) - al 1° gennaio

10,7%

11,85%

13,725%

popolazione 15-64 anni (valori percentuali) - al 1° gennaio

64,75%

66,3%

64,425%

popolazione 65 anni e più (valori percentuali) - al 1° gennaio

24,55%

21,85%

21,85%

indice di vecchiaia (valori percentuali) - al 1° gennaio

229,5%

184,625%

159,625%

età media della popolazione - al 1° gennaio

47

45,5

44,55

 

Il saldo naturale (nati/morti)

Il saldo naturale è la differenza tra i nati e i morti in un periodo di riferimento. Possiamo osservare che il saldo naturale è negativo a livello provinciale, regionale e nazionale. Muoiono più persone di quante ne nascano. Ci sono differenze sostanziali, tuttavia, tutte a svantaggio della Provincia di Oristano, che ha un tasso di natalità molto basso e un tasso di mortalità alto, rispetto al dato regionale e nazionale. Questi due valori portano a un saldo naturale pari a -5,5 unità ogni 1000 abitanti. In Provincia di Oristano, nel quadriennio di riferimento, i morti hanno praticamente doppiato i nati.

Il tasso di crescita totale.

Non sorprende, dunque, che il tasso di crescita della popolazione sia a sua volta negativo. Osserviamo tuttavia che a livello regionale e nazionale il dato si discosta significativamente dal saldo naturale, riducendo il passivo nel suo complesso, in virtù di un saldo migratorio (immigrati/emigrati) particolarmente positivo. La Provincia di Oristano presenta a sua volta un tasso di crescita superiore al saldo naturale(5,35 contro 5,55), poiché gli immigrati superano gli emigrati, ma in maniera molto inferiore rispetto alle due dimensioni territoriali regionale e nazionale, a testimonianza della poca appetibilità del territorio per qualsiasi tipologia di migrante.

A cosa è dovuto lo spopolamento?

Sfatiamo un mito: la migrazione dalla Sardegna è un fenomeno esistente ma non è, ad oggi, il motivo del continuo spopolamento. È stato un fenomeno impetuoso in passato, ad oggi gli immigrati compensano gli emigrati, anzi li superano. Il problema vero è invece il saldo naturale: i morti sono sempre più dei nati, in una  dimensione oltre il livello di guardia anche rispetto al deficitario contesto italiano.

La Provincia di Oristano conferma e acuisce il trend regionale. Tale fenomeno è dovuto, ovviamente, al numero dei figli per donna, che raggiunge un valore pari a 1, contro l’1,35 a livello nazionale (che rimane molto al di sotto del valore necessario per un saldo naturale neutro). Ma il basso numero di figli, oltre a motivazioni socio-economiche, è dovuto anche alla stratificazione della popolazione per classi d’età

Quanti giovani? Quanti vecchi? Non è una Provincia per giovani

La provincia di Oristano si distingue infatti per l’età media della popolazione da record (47 anni contro i 44,5 a livello nazionale e i 45,5 a livello regionale). Il dato sulla distribuzione della popolazione per fasce d’età mostra plasticamente il problema.

In Sardegna mancano i bambini, la quota media del quadriennio è pari a 11,85% contro il 13,725% a livello nazionale. La quota di anziani è pari al livello nazionale. La provincia di Oristano descrive la situazione della Sardegna come sarà tra qualche anno. Ancora meno bambini sotto i 14 anni (10,7%), molti anziani (24,55%). La quota di over 65 (quasi un quarto della popolazione del territorio) e l’indice di anzianità descrivono perfettamente la tragicità del problema.

Un trend (in)arrestabile?

In conclusione, osserviamo un territorio con una popolazione vecchia, con coppie poco fertili, con un saldo migratorio appena sufficiente, destinato a un veloce decadimento. È evidente che la situazione odierna sia frutto della cecità della classe dirigente locale negli ultimi decenni. Mentre il territorio decadeva, si perseguiva la sussistenza piuttosto che lo sviluppo, creando un contesto depresso, destinato al declino.

Non siamo in grado di stabilire se il processo abbia superato la soglia critica tale da renderlo inarrestabile, tuttavia è necessario chiudere il post con un minimo di ottimismo.

Il territorio dell’Oristanese ha nella sua posizione geografica, nel paesaggio, nella storia, nella cultura, il potenziale per risorgere. Dover investire per una quota di popolazione ormai ridotta al lumicino, in questo quadro desolante, potrebbe essere un’opportunità. Una Politica (con la P maiuscola) degna di questo nome potrebbe, attraverso un’attenta e lungimirante programmazione, invertire la tendenza e riportare la vita in un territorio morente.

Se ne parlerà in occasione delle prossime elezioni regionali?

Riccardo Scintu

Ha conseguito nel 2010 il Dottorato di Ricerca in Scienza Politica presso l’Università di Bologna, sede di Forlì. Laureato nel 2006 all’Università di Bologna in Scienze dell’Organizzazione e del Governo. Opera in numerosi enti locali della Sardegna come componente esterno di organismi di valutazione delle performance e come consulente sulle tematiche dell’organizzazione e della gestione delle risorse umane.

Commenti

Un quadro che se è deprimente a livello nazionale e regionale è particolarmente sconfortante a livello provinciale. Una domanda spontanea è: ma la politica locale si sofferma sui dati? li legge? li analizza?. Credo di no oppure, se mai li legge, non credo faccia alcuna riflessione su quali politiche e a quali progetti porre attenzione per lo sviluppo del territorio, utile e funzionale anche ad attenuare prima e risalire poi la china. Ci sarebbero tutte le condizioni per farlo, salvo, al momento una. l'insipienza politica. Un ostacolo che mi sembra assai difficile da rimuovere.

Il problema ogni tanto riappare sui Media. Facciamo la nostra parte perchè diventi una delle priorità all'ordine del giorno.

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