Legge sul turismo: una governance improvvisata e inadeguata di Antonio Ladu

Argomento
Ambito Territoriale

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il ddl sul turismo il 26 luglio 2017.

 Per quanto mi riguarda ritengo che la governance del settore, prevista dalla legge, sia improvvisata, inadeguata e di difficile gestione.

Prima di tutto perché da un lato si dice che la Regione ha funzioni di indirizzo strategico e di programmazione ma, dall’altro, continua inesorabilmente a sottrarre ai territori funzioni di gestione che esercita direttamente o attraverso società regionali.

Conferenza permanente del turismo.

La legge prevede l’istituzione  presso l'Assessorato regionale competente in materia di turismo, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale, la Conferenza permanente del turismo..

Stupisce che venga dichiarata permanente una Conferenza che si riunisce una volta ogni due anni, ma la vera questione è la seguente: si ritiene davvero che la Conferenza sia un reale strumento di governance partecipata data la sua episodicità e una partecipazione eccessiva di soggetti ?

Destinazione Sardegna

L’attuazione delle politiche di promozione e commercializzazione è affidata ad società chiamata DMO Sardegna. Viene detto  che la Giunta regionale individua modalità e strumenti in forma di società a cui possono partecipare soggetti pubblici e privati nel rispetto della normativa vigente in materia.

Ma questi compiti non bastano; “Sardegna  MO può svolgere funzioni delegate dall'assessorato regionale competente in materia di turismo concernenti attività di analisi, ricerca di mercato e statistica per orientare gli indirizzi e le politiche di settore”

La costituzione della società solleva parecchi problemi: perché una società e non un’Agenzia regionale? Quali i soggetti pubblici e privati? Come affidare direttamente compiti della Regione ad una società mista?

Senza avere risolto questi problemi si stabilisce che Sardegna DMO attiva forme di collaborazione con la pluralità  di soggetti pubblici e privati che sviluppano attività di marketing territoriale.

Il che significa cha la DMO Sardegna stabilisce rapporti di collaborazione con tutti i soggetti pubblici e privati che svolgono attività di marketing territoriale, sena peraltro stabilire come e quali contenuti dovrebbe avere questa collaborazione.

Poi però si dice che “potranno essere favorite forme di partenariati locali e riconosciuti DMO locali intesi come network pubblico/privati capaci, in stretto raccordo con lo strumento attuativo regionale

Logica vorrebbe che si attivano forme di collaborazione con i DMO locali e che possano essere avviate con gli altri soggetti.

Passando dalla logica alla ragionevolezza, quali, quanti, come, in quale ambito territoriale, con quali risorse dovrebbero farsi questi DMO locali?

La domanda è importante perché verrà sicuramente costituita la DMO Sardegna, mentre non si capisce quanti DMO locali otranno sorgere.

Succederà, come al solito, che le aree più forti si faranno comunque sentire o istituendo loro DMO o premendo sulla DMO Sardegna.

Infine Sardegna DMO avrà un finanziamento annuo di 696.000 euro annui, mentre le DMO locali non potranno contare su alcun finanziamento regionale.

Osservatorio regionale sul turismo

I compiti dell’Osservatorio sono di analizzare e valutare il flusso turistico con particolare attenzione alla stagionalità delle presenze sulla base di indicatori appositamente individuati per la realtà sarda, utilizzando sia gli strumenti di rilevazione in uso al sistema regionale, sia ulteriori strumenti di analisi delle presenze turistiche;

Questi compiti possono essere svolti da Sardegna Statistiche,

Gli ulteriori compiti attribuiti che sono quelli  di analizzare e valutare gli interventi realizzati a seguito delle politiche regionali sul territorio in termini di efficienza ed efficacia pongono due questioni: è in condizione l’assessorato al turismo di svolgerli? Non credo, né credo lo sia DMO Sardegna.

Attività di informazione e accoglienza turistica

“La Regione sovraintende e coordina le azioni dei soggetti che concorrono alle attività di informazione e accoglienza turistica previ processi di informatizzazione e digitalizzazione e attraverso l'emanazione di apposite direttive che individuano: gli standard minimi di informazione e accoglienza, le caratteristiche e i segni distintivi, anche in relazione alla tipologia dei servizi offerti; le modalità di coordinamento, anche informativo e telematico, delle attività fra i soggetti del territorio; il sistema di valutazione e di monitoraggio del servizio erogato e percepito dal cliente turista.”

Come al solito si enunciano degli obiettivi corretti, ma non si dice come si attuano.

Nel caso specifico si dimentica che questa è una funzione che le Province hanno esercitato con buoni risultati.

E’ fondamentale che venga data attuazione all’articolo 70 della legge 2/2016 e cioè al trasferimento del personale delle Province alla Ras ma, soprattutto, al mantenimento sul territorio degli uffici che possono diventano delle antenne della RAS al servizio e dei comuni e delle DMO locali

Se questo non avviene gli attuali servizi scadranno inesorabilmente anche perché i comuni lo potranno fare informazione e accoglienza turistica unicamente nel proprio ambito territoriale.

Segnalo ancora che tutto il patrimonio di conoscenza e di esperienza maturato negli annirischia di disperdersi.

Competenze dei Comuni

La legge stabilisce che I comuni esercitano le competenze espressamente attribuitigli dalla presente legge e le competenze di cui all'articolo 31 della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti  che la legge agli enti locali).

 Sarebbe stato opportuno enunciasse chiaramente e completamente  le competenze dei comuni anche per motivi di semplificazione.

Tempi

La legge fa troppi rimandi a “direttive di attuazione” entro 180 giorni . E’ possibile sperare che vengano emanate rapidamente e non, come è avvenuto nel passato, dopo anni?.

Ci sono purtroppo molte possibilità che, per  la somma di queste criticità, i territori deboli scompaiano dalla mappa del turismo sardo, in quanto non saranno in grado di riorganizzarsi e autopromuoversi in tempi brevi.

Antonio Ladu

Laureato alla Bocconi di Milano in Lingua e Letterature straniere, è stato assistente di Italiano alLiceo Jeansono de Sailly a Parigi. Sindacalista  nella Camera del Lavoro di Oristano e nella Segreteria regionale della Cgil. E’ stato inoltre presidente del Consorzio Industriale e del Sil-Patto territoriale di Oristano.

Commenti

Avendo letto solo superficialmente le norme, per ora prendo atto dei dubbi, condivisibili, e degli interrogativi che si pone Antonio Ladu.
Al momento e non diversamente da quanto rilevato per tante tematiche si è di fronte ad un accentramento, oramai intollerabile, di funzioni alla Regione -pur sapendo ( o dovendo sapere ) che questo approccio rende più facile il rischio di interventi astratti e non incisivi - privando i territori di strumenti e progettualità dettata dalla conoscenza dei bisogni e delle potenzialità. Invece di svolgere un ruolo di coordinamento e supporto siamo ormai di fronte ad una spoliazione di ruolo dei territori.

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