La Sinistra è destinata a sparire? Ha ancora senso essere di Sinistra? Di Giampiero Vargiu

Argomento
Ambito Territoriale

I Media di tutto il mondo danno molta importanza e molto spazio all'avanzata dei populisti, dei   sovranisti, dei nazionalisti, alla crisi della globalizzazione, alla sempre più possibile crisi definitiva della Sinistra, alla crescita dei Sistemi autoritari e alla crisi planetaria della Democrazia Rappresentativa, in particolare, dopo l'irruzione di Trump sulla scena mondiale.

Parlare di Politica oggi è diventato sempre più difficile, la frase più delicata che ci si sente dire sui Social è "State ancora a pontificare, ma quando ve ne andate?"

Sono da sempre abituato, quando lo ritengo, a dire la mia e non ci voglio rinunciare neppure adesso. Ci provo, convinto che il sito della nostra Associazione è un luogo di discussione plurale e, quindi, aperto anche a chi la pensa diversamente. Il dialogo può solo far crescere le nostre Comunità.

In Italia sembra senza limiti la crescita del consenso elettorale della Destra di Salvini che, nel frattempo, resuscita l'alleanza con Berlusconi con il Patto di Arcore (che ha da dire in proposito il M5S, che tanto aveva criticato Il Patto del Nazareno di Renzi?).

Qualunque osservazione sui primi cento giorni del Governo gialloverde,viene bruscamente stoppata dai commentatori televisivi con la domanda "e il PD cosa fa? cosa ha fatto?"

A palazzo Madama la senatrice pentastellata Alessandra Maiorino, intervenendo sul Decreto Milleproroghe dice, testualmente, che “Il senatore semplice Renzi ci delizia con i suoi comizi non potendoli più tenere in piazza senza rischiare la pelle e quindi li riserva a noi”, senza che i difensori del diritto a esistere delle minoranze sentano il dovere di protestare contro una simile barbarie, se non molto sommessamente.

Sembra che il PD sia il responsabile di tutti mali dell'Italia. "Si è interessato solo di diritti civili, non ha fatto niente sul sociale, ha consentito che l'Italia sia stata invasa dagli immigrati". Queste sono le frasi più "gentili" lanciate da molti commentatori all'indirizzo del PD.

La Politica, alla quale la Costituzione e l'essenza della Democrazia assegnano un ruolo molto importante di intermediazione tra le esigenze dei cittadini e le Istituzioni, è ridotta ai minimi termini nella considerazione generale, anche con il contributo fattivo dei Media e del mondo della Cultura, che hanno un ruolo importantissimo in Democrazia, ma che dovrebbero iniziare a prendersi le proprie responsabilità nella situazione di totale "liquidità" dei valori che hanno contribuito a rafforzare negli anni passati le Democrazie occidentali.

'E indubbio che il PD ci ha messo molto di suo in questo rancore che è esploso nei suoi confronti e che molti continuano a coltivare in maniera irresponsabile, inconsapevoli che lo stesso rancore in futuro può essere rivolto contro di loro.

'E impossibile uscire dall'angolo nel quale il PD si è cacciato? Credo di no e il modo migliore è analizzare prima di tutto le vicende degli ultimi anni con spirito critico, senza paraocchi.

Non ho mai sostenuto Renzi nelle Primarie del PD e ho, nell'ordine, sostenuto Ignazio Marino (2009), Giuseppe Civati (2013) e Andrea Orlando (2017); nelle Primarie del Centrosinistra del 25 novembre 2012 ho sostenuto Laura Puppato, ma sostenere che Renzi è il responsabile di tutto è fuorviante e ritengo non sia un approccio utile a capire quanto è successo.

Per fare questo utilizzo alcune considerazioni scritte da Federico Rampini nel suo saggio del 2011 "Alla mia Sinistra", scritto, quindi, quasi alla scadenza del primo mandato di Obama.

Il primo capitolo ha il titolo "Dove abbiamo sbagliato". Scrive Rampini parlando di Obama "...... Più lo osservo, più mi convinco di questo: l'affanno del presidente che ha fatto sognare il mondo intero ha un significato generale. Mi costringe a fare i conti con la storia della mia generazione, con trent'anni di errori e di sconfitte della Sinistra di cui sono partecipe e con la fine di un modello economico e sociale. Dall'America all'Europa, all'Italia, l'impatto con la più grave crisi economica degli ultimi ottant'anni impone con urgenza questo bilancio. Non vedo emergere con chiarezza una via d'uscita progressista, equa, rassicurante, al nostro declino. Da nessuna parte al mondo."

Ancora, scrive Rampini "Stiamo attraversando qualcosa di più serio di un semplice "ciclo negativo" dell'economia. È la Grande Contrazione: questo termine dà l'idea di un disastro che rimpicciolisce tutto il mondo a cui eravamo abituati. L'unico evento storico con cui valgono i paragoni è la Grande Depressione avvenuta negli anni trenta del secolo scorso. A quelle furono date delle risposte di Destra - Mussolini e Hitler - e delle risposte di Sinistra: il New Deal di Franklin Delano Roosevelt negli Stati Uniti, il Fronte Popolare in Francia. Oggi esiste una risposta di sinistra a questa crisi?"

Da allora Roosevelt ha tradito il suo New Deal, che, dopo aver contribuito dal 1933 al 1937 a risollevare le sorti dell'economia americana e  a risolvere il gravissimo disagio sociale, fu abbandonato nel 1937, convinto che gli Stati Uniti d'America fossero usciti definitivamente dalla crisi e che si potesse sfidare il capitalismo sul proprio terreno, cedendo ad alcuni principi del liberismo, salvo vedere riprecipitare il proprio paese in un'altra crisi, almeno fino all'entrata nella seconda guerra mondiale.

La Sinistra mondiale, anche successivamente, dopo i primi successi di politica keynesiana, ha fatto così in tutta Europa. Sia prima che dopo la caduta del muro di Berlino, ci si è convinti che la sfida va condotta assumendo come postulati imprescindibili i due cardini del capitalismo, che la storia recente ha dimostrato essere falsi, come già scritto nel pezzo "La rivincita della politica e la rinascita della Sinistra - Un nuovo modello di Società":

- la crescita, dopo un prima periodo di aumento della povertà, è in grado, successivamente, di diminuirla e regalare a tutti prosperità;

- la crescita, dopo un primo periodo, nel quale aumentano i rifiuti e l'inquinamento e si fanno sentire gli effetti negativi dei cambiamenti climatici, è in grado di fornire all'umanità gli strumenti per invertire questa rotta nefasta.

È in atto da decenni un fallimento totale su entrambe le questioni citate e la situazione si sta aggravando sempre di più.

La Sinistra ha ceduto alle sirene del neoliberismo con Clinton negli USA, con Blair in Inghilterra, con Schröder in Germania, con Hollande in Francia e con Prodi, Letta, Renzi e Gentiloni in Italia.

Eppure l'Obama di cui parla Rampini è lo stesso che nel 2008, primo Presidente nero, alle primarie, con sapienza letteraria, raccontava la storia, emozionante e evocativa di grandi speranze, del riscatto degli schiavi, con il famoso discorso "lo sussurravano gli schiavi e gli abolizionisti mentre tracciavano il sentiero verso la libertà in una delle loro notti più buie: si, possiamo". Lo stesso Obama dell'affascinante e affabulante discorso di grande apertura al mondo arabo fatto al Cairo.

Sto parlando della stessa Sinistra di Bob Kennedy, "l’uomo che sognava un mondo migliore", di cui ho scritto nel pezzo "Cinquant'anni fa veniva ucciso Bob Kennedy". Un uomo di sinistra che sapeva parlare, oltre che alla parte razionale del cervello dei cittadini anche alla parte emotiva, a quella parte del cervello umano che, come già scritto, Rifkin chiama la "coscienza psicologica", l'"io teatrale", cioè la capacità dell'uomo, a differenza di tutte le altre specie viventi, di "rappresentarsi i propri sogni, desiderarli, di viverli e goderne nel proprio pensiero".

Anche in Italia abbiamo perso di vista che esiste anche quella che Nannicini chiama la "Costituzione emotiva", cioè "quell’insieme di valori, principi e macro obiettivi che, da una parte plasmano l’identità di un partito e dall’altra – servono da interpretatori di senso per capire le politiche che quel partito sta portando avanti."

Ecco, dobbiamo tornare a essere quella Sinistra, razionale e capace di governare, ma, anche, capace di affascinare e coinvolgere i cittadini in un progetto di vero cambiamento del mondo.

Nel pessimismo generale, ricordo che negli Stati Uniti d'America, in vista delle elezioni di novembre di Midterm, i Democratici vengono dati per vincenti alla Camera con le candidature di molti giovani e molte donne. Molte di queste donne non sono bianche.

"La posta in gioco è alta e le conseguenze dello starsene da parte si fanno più grame". Con questo messaggio Barack Obama è tornato in campo, invitando i giovani ad andare a votare nelle elezioni americane di Midterm. Obama ha sottolineato che i timori per la democrazia non sono iniziati con Trump. Il tycoon convertito alla politica "sta solo sfruttando il risentimento nei confronti dei politici che c'è da anni. Lo status quo spinge in senso contrario al progresso. A volte questo contraccolpo arriva da persone che in maniera genuina, anche se sbagliata, temono il cambiamento. Più spesso, è creato da persone potenti e privilegiate che vogliono tenerci divisi, arrabbiati e cinici", prosegue. "Perché -spiega - questo li aiuta a mantenere lo status quo, a conservare il loro potere e i loro privilegi. E può capitare di crescere in una di queste fasi".

È evidente l'analogia con la situazione italiana.

Sono evidentissimi lo scoramento e le difficoltà di chi in Italia ha da sempre sostenuto la Sinistra e oggi assiste attonita alle sceneggiate dei dirigenti nazionali e regionali che, unici, non si sono ancora accorti che occorrono con urgenza un nuovo progetto, una nuova leadership, una nuova capacità di coinvolgimento dell'intera Sinistra, dei giovani e delle donne e un moderno ed efficace sistema di comunicazione e di organizzazione della Sinistra. Sono, allo stesso tempo, convinto che dalle difficoltà si esce, con il tempo necessario, con piccoli passi ma decisi e con il duro e costante lavoro di costruzione di una nuova fase, di un nuovo progetto, alternativo a quello del Governo gialloverde e a quello della Destra, che costruisce il proprio consenso sulla paura del futuro, di cui ho scritto nel pezzo "Riflessioni sulla Società globalizzata e sulla paura del futuro".

Sono d'accordo con la proposta di Maurizio Martina di un "Forum di Progetto" a ottobre", delle Primarie a gennaio e del Congresso prima delle elezioni europee, anche se sono convinto che serva una riflessione sulla scelta della sequenza temporale di questi eventi.

La Sinistra è destinata a sparire? Decisamente no. Oggi, più che mai, è indispensabile che la Sinistra scenda in campa unita e dispieghi le proprie potenzialità.

Ha ancora senso essere di Sinistra? Si. Rispondo con un altro deciso si. Lo sarà, in particolare, se il Partito Democratico, attraverso gli eventi proposti da Martina, aperti a tutti quelli che sentono l'urgenza di un "nuovo impegno", contribuisce a elaborare un nuovo progetto su delle basi, delle quali propongo alcuni elementi imprescindibili:

- riconferma dei valori fondanti della Democrazia in perfetta armonia con la nostra Costituzione, in particolare, sui diritti, sulla formazione, sul lavoro, sull'accoglienza, sull'informazione, sulla rappresentanza e sul ruolo dei Partiti, così come ho scritto nel pezzo "Democrazia Rappresentativa o Democrazia Diretta?";

- un impegno forte per la costruzione degli Stati Uniti d'Europa su base federale. Un'Europa di pace e dei diritti universali, sostenibile, sicura ed accogliente;

- Formazione continua del Sistema Amministrativo a tutti i livelli, in modo da renderlo competente ai massimi livelli dei Paesi più avanzati e informatizzazione completa su tutto il territorio nazionale;

- proposta di provvedimenti volti all'eliminazione della povertà e delle disuguaglianze;

- risoluzione della questione meridionale, con la eliminazione dei gap rispetto al nord e ai paesi più avanzati dell'Europa;

- Individuazione di un Sistema  di Formazione, della Sanità e dei Servizi Sociali ai più alti livelli dei Paesi più avanzati;

- lotta senza quartiere contro la criminalità organizzata, la corruzione e l'evasione fiscale;

- elaborazione di una politica economica e industriale in grado di conciliare due esigenze apparentemente antitetiche: la riduzione dell’impronta ecologica e l’aumento dell’occupazione;

- elaborazione di un nuovo modello di Società, equa e sicura, che prenda spunto dal modello rappresentato da Kate Raworth nel suo saggio "L'Economia della Ciambella", di cui ho scritto nel pezzo "La giornata dedicata ai diritti universali delle persone", con la definizione di una base sociale con dei parametri al di sotto dei quali nessuno deve scendere e un tetto ecologico con dei parametri di sostenibilità non superabili. Inoltre, il riferimento deve anche essere la Strategia Nazionale di attuazione della Legge 163/2016, proposta nel luglio 2017 dal Governo Gentiloni, in base alla quale, la sostenibilità non va più coniugata solo in ottica ambientale, ma riguarda tutto l’agire politico, tutta la pianificazione strategica, dal lavoro alla giustizia, all’urbanistica, ai diritti civili e in base al Decreto "Individuazione degli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES)" emanato il  16 ottobre 2017 dal Ministro dell'Economia e delle Finanze Padoan e di cui ho scritto nel pezzo "Il sogno europeo di una Società Equa e Sostenibile. L'Italia";

- costruzione di una Sinistra accogliente, in particolare con i giovani e le donne, aperta, con una classe dirigente generosa e rinnovata, capace di generare nuovi entusiasmi e di un modello di comunicazione all'altezza della sfida della modernità.

Con questi presupposti, le risposte al titolo iniziale di questo pezzo sono quelle già evidenziate. Chiudo queste mie riflessioni con la convinzione che la rabbia di oggi, di cui bisogna tenere conto e che vede protagonisti soprattutto i giovani, è un aspetto delle nostre relazioni sociali, che è fine a se stessa se non saremo capaci di farla diventare energia propositiva e contributo fattivo nella direzione di individuare soluzioni per i problemi sul campo.

Giampiero Vargiu

Laureato in Ingegneria elettrotecnica all'Università  di Cagliari nel 1980. Sindaco del Comune di Villagrande Strisaili dal 1995 al 2000. Socio della Societ  di Ingegneria TEAM SISTEMI ENERGETICISRL, che ha sede operativa a Oristano e opera in tutta la Sardegna. Esperto in efficienza energetica e fonti di energia rinnovabili.

 

Commenti

Il quadro complessivo offerto alla riflessione da Giampiero è, per quanto mi riguarda, pienamente condivisibile, anche nella sua parte propositiva. Vorrei, lungo questa linea sottolineare la mia adesione culturale all'iniziativa dell'Espresso per la mobilitazione delle idee progressiste "latu sensu" finalizzata all'individuazione di una linea di demarcazione - come scrive l'economista Emiliano Brancaccio - tra la mistificazione di chi individua l'origine del male per i "nativi" italiani nell'immigrazione, che ha confuso i giovani precari ventilando come causa prima della loro precarietà le "protezioni dei diritti" dei vecchi lavoratori, per fare alcuni esempi. e una linea di azione tesa a costituire "l'unità dei più deboli".
Il punto cruciale sta però nel fatto che l'unità di tutte le parti che hanno un'ispirazione progressista deve rispondere al quesito ineludibile di fondo: un'unità per fare che cosa?
Questo implica una revisione critica di politiche, cavalcate anche dalla sinistra "latu sensu", nel tentativo di convivenza spazzate via da fatti ormai certi di cui ne cito alcuni:
- anche la Banca Mondiale riconosce ormai che non esistono evidenze di conferma empirica che la "flessibilità del lavoro", tanto sbandierata, crei occupazione e sviluppo;
- l'OCSE riconosce ormai che le imprese private ( ricordando qui le privatizzazioni spinte anche molto in là che sono state praticate ) non necessariamente risultino più efficienti di quelle a partecipazione pubblica. Ciò considerando che il vero nodo sta nel togliere la politica dalla fase gestionale, cui deve invece competere il controllo politico degli obiettivi funzionali alle scelte di politica economica;
- che anche il F.M.I riconosce che i mercati finanziari - non imbrigliati da adeguate politiche fiscali - lasciati a se stessi possono generare gravi episodi di instabilità macroeconomica e che pertanto, e diversamente da quanto adottato anche da governi progressisti, sia opportuno ragionare sull'applicazione di controlli sui movimenti internazionali di capitale.
Come sottolinea Brancaccio "...Esistono le condizioni per avviare anche in Italia una critica di quel "liberismo di sinistra" che per oltre un ventennio [ in un tentativo di convivenza ] ha imperversato e fatto danni, in termini economici e di consenso politico? ....con una proposta alternativa, razionale e progressista di arrestare i capitali che oggi liberamente scorazzano....a caccia di tasse risibili, assenza di tutele del lavoro e alti profitti?" Non ci sarà linea di demarcazione senza una critica che ripercorra gli errori commessi e le errate prospettive di poter circoscrivere gli eccessi del "liberismo", senza avere invece una visione di contrasto politico-sociale, tale da costituire un argine efficace come messaggio politico e come ispiratrice di una visione coerente nell'azione di governo, da contrapporre ad una destra reazionaria, che degli steccati ( sovranismo in versione retrograda ) e liberismo in economia ha fatto e continua a fare la propria bandiera.
Credo pertanto, riconfermandolo, quanto ho scritto all'indomani delle ultime elezioni: il recupero delle radici progressiste passa dal ricordarsi di essere "minoranza ideologica" anche quando sia "maggioranza politica". E' infatti architrave della sua essenza l'obbligo ideologico di tutela della "Minoranza sociale" che pure è ovunque nel mondo "Maggioranza civile": i salariati, i pensionati, gli incapienti e i disoccupati, nell'ambito di una giusta, corretta ed appropriata tutela del imprese e quindi del capitale.
In questo senso i progressisti e la sinistra in senso più stretto devono recuperare interamente la capacità di svolgere una politica fiscale ed economica che rafforzi a tutto tondo lo Stato Sociale.

Gianni da sempre un contributo importante sui vari argomenti. Grazie

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