La rivincita della politica e la rinascita della Sinistra - Un nuovo modello di Società. Di Giampiero Vargiu

Ambito Territoriale

Scrivo questo pezzo sollecitato da quello interessante di Riccardo dal titolo "Il superamento della terza via. Una nuova Sinistra europea."

Premetto che sono d'accordo sul fallimento della "Terza via" di ispirazione blairiana e che la storia, per dirla alla Gianrico Carofiglio, che racconta la Sinistra deve essere che "è possibile" arrivare a ed è per gli Stati Uniti d'Europa, consapevoli che l'Unione Europea ci ha regalato 70 anni di pace e progresso sociale, culturale ed economico, dopo i disastri del nazi - fascismo e che all'interno di questa storia ci deve essere quella della Nazione Italiana, che ha raggiunto la Democrazia grazie alla Resistenza, che ci ha liberato dal fascismo.

La Sinistra deve lottare per far rivivere i valori della Resistenza, di pace, solidarietà, di libertà e di uguaglianza. Deve lottare per avere in Italia una Democrazia compiuta, una Nazione, un Popolo che non si lascia più dividere dall'odio, che viene sparso a piene mani dai populisti per puro scopo di potere.

A questo voglio aggiungere alcune mie riflessioni.

Negli ultimi quindici o venti anni, sicuramente dopo il muro di Berlino e il crollo delle ideologie che avevano dominato il ventesimo secolo, che avevano contribuito a portare il benessere in alcune, poche, parti del mondo, ma che tanto dolore, fame e distruzione hanno portato in tutto il mondo, è prevalsa la teoria del mercato come unico elemento capace di regolare le attività umane e generare progresso, una crescita “illimitata”: nel mondo occidentale è egemone la cultura  di destra, quella più spinta verso il consumismo più sfrenato. La cultura dell’incremento del PIL come aumento smisurato di produzione di merci, spesso inutili al benessere dell’uomo e che, ovviamente, devono essere prodotte in grandissima quantità e devono consumare una grandissima quantità di risorse.

Oggi sempre più persone sembrano prendere coscienza che c’è qualcosa che non va tra l’idea di una crescita infinita e un pianeta che è limitato, che è necessario valutare l’impronta ecologica, cioè  il rapporto tra quanto ciascuno di noi consuma ed emette e la capacità di carico pro capite che il nostro pianeta è in grado di sopportare perché non si creino le condizioni per un collasso.

La criticità dell’attuale situazione può diventare un’occasione di riscossa per le forze di progresso, un’occasione per trovare le alleanze, nell’ottica di una riformulazione dei vecchi schemi, intorno a un progetto di società che crei le condizioni perché possa essere vinta la sfida storica, che ha fin qui mantenute come antitetiche la libertà dalla solidarietà, l’innovazione dalla sostenibilità. L’occasione è che oggi, forse, ci sono le condizioni per costruire un modello di società capace di mettere insieme libertà e solidarietà, innovazione  e sostenibilità. Le forze di progresso hanno questa possibilità di uscire dalla marginalità in cui si trovano, hanno davanti questa sfida e questa responsabilità.

Ci si deve convincere, però, che per risolvere i problemi del XXI secolo occorre usare idee del XXI secolo e non del XVIII secolo.

A questo progetto di cambiamento deve partecipare anche la Sinistra Sarda, che può uscire dall'attuale crisi e diventare un "laboratorio" nel quale vincere questa sfida  e riuscire a coniugare la libertà e  la solidarietà, l’innovazione e la sostenibilità.

La proposta del Partito Sardo Autonomo dal PD nazionale e la richiesta di inserimento in Costituzione dell'insularità mi sembrano i soliti tentativi, deboli e velleitari, che non guardano con speranza al futuro, di chi non ha più argomenti, vuol nascondere le proprie manchevolezze, non ha la forza di voler lottare per cambiare realmente lo stato delle cose e vuole mantenere lo stato attuale delle cose.

Come mettere insieme libertà e  solidarietà, innovazione e sostenibilità, come farle coesistere e concretizzare una società effettivamente democratica, che partecipa alla costruzione del proprio progresso?

La prima considerazione, quella più immediata che dobbiamo fare è che bisogna crederci, ma per crederci occorre che la "Politica" riacquisti credibilità. La Politica può riacquistare credibilità se:

- elimina, senza se e senza ma, i propri privilegi e si scrolla di dosso la macchia di essere vista come l'establishment;

- diminuisce la propria consistenza numerica e la propria invasività in maniera molto più decisa di quanto non abbia fatto fin ora, per esempio, nelle banche, nelle Fondazioni e in quanto gira intorno alle strutture finanziarie;

- riacquista la capacità di ascolto persa, la capacità di lettura e interpretazione dei processi sociali;

- ha la capacità di proporre soluzioni all'altezza delle sfide della contemporaneità.

Tanti di noi dicono di essersi stancati di “voler cambiare il mondo”, si accontentano di “volerlo migliorare”. Il progetto di una società in cui la "sostenibilità" e il cosiddetto "potere laterale" diventano le categorie principali, culturali, sociali ed economiche, le forze di Sinistra e del progresso possono essere convincenti e proporre un modello, moderno ed innovativo, che guarda al futuro, decisamente antitetico rispetto a quello oggi praticato dalle forze della conservazione, verticistico, gerarchico, piramidale e per niente democratico.

Per spiegare il mio pensiero riprendo alcuni concetti espressi in altri pezzi. Per modificare il paradigma sociale occorre un nuovo modello di "Società Umana", non più basato sul PIL, sulla crescita infinita.

Fin qui l'economia mondiale, dominata dalla cosiddetta "economia mainstream", il neoliberismo, si è sostanzialmente retta su due postulati:

- la crescita, dopo un prima periodo di aumento della povertà, è in grado, successivamente, di diminuirla e regalare a tutti prosperità;

- la crescita, dopo un primo periodo, nel quale aumentano i rifiuti e l'inquinamento e si fanno sentire gli effetti negativi dei cambiamenti climatici, è in grado di fornire all'umanità gli strumenti per invertire questa rotta nefasta.

È in atto da decenni un fallimento totale su entrambe le questioni citate e la situazione si sta aggravando sempre di più.

Come già fatto, ritengo utile nella discussione, nell'ottica di dare un umile contributo in prospettiva a un nuovo progetto di Società, citare il saggio di Kate Raworth "L'Economia della Ciambella" con sottotitolo "Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo", nel quale l'economista scrive che oggi "La sfida che l'umanità ha di fronte è epocale, la pressione umana sui sistemi naturali è completamente insostenibile e, con i grandi cambiamenti globali che abbiamo indotto nella natura, la nostra stessa civiltà è a rischio", per cui occorrono scelte coraggiose, che guardano al futuro".

La Raworth immagina un Modello Economico di Società non più basato sul PIL ma sulle reali esigenze degli umani, raffigurato da una ciambella, costituita da due cerchi, uno interno ed uno esterno.

All'interno del cerchio interno ci sono le condizioni di povertà. All'esterno del cerchio esterno ci sono le condizioni negative create dai cambiamenti climatici indotti dall'uomo con il modello consumistico e della crescita senza limiti. Tra i due cerchi, cioè nella ciambella, ci sono "le condizioni di sicurezza e di equità del nucleo domestico planetario".

Le 7 mosse individuate dalla Raworth sono:

1. Cambiare obiettivo. Dal PIL alla Ciambella;

2. Vedere l'immagine complessiva. Dal mercato autosufficiente all'economia integrata;

3. Coltivare la natura umana;

4. Imparare a capire i sistemi. Dall'equilibrio meccanico alla complessità dinamica;

5. Progettare per distribuire. Da "la crescita appianerà le disuguaglianze" a distributivi per principio;

6. Creare per rigenerare. Da "la crescita ripulirà" a rigenerativi per progetto;

7. Essere agnostici sulla crescita. Da dipendenti ad agnostici riguardo alla crescita.

Delle sette mosse individuate dall'economista mi soffermo sulla prima "dal PIL alla Ciambella", nella quale proponendo di passare dalla "crescita infinita alla prosperità in equilibrio", individua quali sono i dodici bisogni socialmente ed ecologicamente equi e sicuri, le condizioni che consentiranno agli umani di sopravvivere e, quindi, i nuovi valori da perseguire:

  1. cibo sufficiente per tutti;
  2. acqua potabile e condizioni igieniche decorose;
  3. accesso all'elettricità e ad attrezzature per cucinare pulite;
  4. accesso all'istruzione e alla sanità;
  5. alloggi decenti;
  6. reddito minimo e un lavoro decoroso;
  7. accesso alle reti di comunicazione e supporto sociale;
  8. equità di genere;
  9. equità sociale;
  10. espressione politica;
  11. pace;
  12. giustizia.

In sintesi la Raworth individua una "base sociale e un tetto ecologico", come salvezza per l'Umanità, teorizza quello che è alla base della teoria dellì'"Economia Circolare".

La base sociale proposta comprende 12 dimensioni sociali che sono derivate dalle priorità sociali individuate nei Sustainable Development Goals dell'ONU del 2015. Il tetto ecologico comprende i nove limiti planetari proposti da un gruppo internazionale di scienziati del Sistema Terra, guidato da Johan Rockström e Will Steffen.

Ovviamente, gli indicatori individuati, per definire le condizioni di equità e sicurezza, sono da approfondire e ridefinire, ma sono un utile strumento di studio per elaborare una sorta di manifesto che delinei i contenuti di un nuovo progetto per la Sinistra.

 Mi riservo di sviluppare in altri pezzi i parametri e i concetti legati alle altre mosse individuate dalla Raworth, in particolare la 5) "Progettare per distribuire" e la 6) "Creare per rigenerare".

È indispensabile mettersi a studiare e acquisire competenze. Dal confronto e dal lavoro continuo possono nascere idee e progetti utili alla rinascita di una Sinistra europea, convincente e all'altezza delle sfide del mondo globalizzato e tecnologico.

Oggi più che mai si ha bisogno di una Sinistra forte, capace di incidere sulle disuguaglianze, che continuano ad aumentare e sulle insicurezze, che pervadono sempre di più tutte le Comunità.

Giampiero Vargiu

Laureato in Ingegneria elettrotecnica all'Università  di Cagliari nel 1980. Sindaco del Comune di Villagrande Strisaili dal 1995 al 2000. Socio della Societ  di Ingegneria TEAM SISTEMI ENERGETICISRL, che ha sede operativa a Oristano e opera in tutta la Sardegna. Esperto in efficienza energetica e fonti di energia rinnovabili.

Commenti

Giampiero riprende alcuni temi su cui si è già intrattenuto in altri Post incorniciandoli in una logica organizzata, complessa ma assai interessante. Ovviamente è conscio, ed io con lui, della difficoltà di realizzazione, in una realtà dove la logica neoliberista non trova sufficienti scelte di politica economica di contrasto, da cui fondare un nuovo orizzonte economico - sociale. Credo che sia intanto importante riflettere ed assimilarne i principi di fondo: sarebbe già un buon risultato.

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