La coerenza in politica tra il “dire” e la serietà nel “fare” ciò che si dice: i campioni del “verba volant”, ovvero delle promesse tradite. Di Gianni Pernarella

Argomento
Ambito Territoriale

Nel campo mercantile si definisce “pubblicità ingannevole” la forma di pubblicità che, con un messaggio falsato e distorto, esalta qualità che il prodotto non possiede ignorando il consumatore.

In campo politico quale tipo di valutazione vogliamo attribuire a chi vuole governare e governa con messaggi ed atti in cui la coerenza tra il contenuto del “dire” ed il contenuto del “fare” è quanto di più lontano ci sia tra il detto ed il fatto?

Tra i campioni del “verba volant”, in cui l’incoerenza tra proclami ( o promesse di comportamento ) ed atti conseguenti mostra un’ampiezza intollerabile, occorre purtroppo annoverare anche uno dei leader che ci governa: Di Maio ed il M5S, la cui disinvoltura nella contraddizione tra  dire e fare è particolarmente ampia.

Enumero di seguito alcuni detti certi ed atti altrettanto certi, lasciando al lettore di trarre valutazioni sul grado di credibilità e coerenza di chi ci governa e quale grado di fiducia si possa riconoscere a soggetti e compagini politiche che mostrano un approccio mentale e comportamentale siffatto:

1 – “Noi non pensiamo ad alleanze con la Lega Nord o altri….Sono persone inaffidabili con cui non si può avere a che fare” ( campagna elettorale in Sicilia 1/11/2017 );

Salvini è un traditore politico. Salvini fa più schifo di Renzi e Berlusconi insieme” (Blog del M5S 1/10/2017 );

>>> La coerente conseguenza è il governo Conte sostenuto da M5S e Lega.

2 – “La mia posizione è molto semplice: basta premier non votati da nessuno” ( riferimento a Renzi e Gentiloni, Blog del M5S 3/4/2018 );

>>> La coerente conseguenza è la nomina del Premier Conte, di cui si attende ancora la conta dei voti con cui è stato eletto!!

3 – “La flat tax è una bufala ed è incostituzionale: meglio chiamarla flop tax. Scasserebbe i conti dello Stato e applicarla sarebbe una pura follia” ( Blog M5S 1/2/2018 );

>>> La coerente conseguenza è la previsione della flat tax nel “Contratto” di governo.

 4 – “ Tagli alle spese militari relativi ad investimenti pluriennali per sistemi d’arma. Con questo taglio si destinano al reddito di cittadinanza le risorse prima destinate all’acquisto degli F35” ( F.B. 21/4/2015 );

>>> La coerente conseguenza è la conferma del ministro della difesa Trenta che l’Italia resta nel programma F35 e l’intenzione di aumentare le spese per la difesa dall’1,4% al 2% del PIL.

5 – “Abbiamo eliminato la povertà per la prima volta nella storia” ( Blog M5S 28/9/2018 );

>>> La coerente conseguenza è l’assoluta insufficienza dei fondi finanziari non solo per l’eliminazione della povertà ed il supporto a 780 euro promessi, ma in concreto un intervento che vedrà interessati parecchi milioni di cittadini  in meno rispetto alla platea potenziale.

6 – “IL Movimento non è disponibile a votare nessun condono. Quindi se noi stiamo parlando di pace fiscale, di saldo e stralcio, quello che avevamo anche noi nel programma, siamo d’accordo. Se invece parliamo di condoni non siamo assolutamente d’accordo” ( dichiarazione del 18/9/2018 );

>>> La coerente conseguenza è l’accordo su una serie di interventi che non hanno nulla di diverso dai tanti condoni storicamente intervenuti. Basta la verifica, al di là del nome, del contenuto rispetto al significato di “condono fiscale”: cioè di intervento che consente di definire a condizioni agevolate i rapporti tributari, mediante corresponsione di una somma di denaro inferiore al “quantum” dovuto a titolo di tassazione ordinaria, con abbandono della pretesa sanzionatoria.

Concludo questo breve Post con due osservazioni permeate, come cittadino, di profonda amarezza rispetto all’approccio – che considero offensivo verso i cittadini – con cui si muove questo Governo:

a – l’inaccettabile grado di incoerenza tra ciò che si promette, senza verifiche a priori ed in sede di accordo “ex Contratto”, sulla fattibilità anche finanziaria di tali promesse e l’intollerabile approccio mentale e comportamentale a trovare giustificazioni alle mancate realizzazioni totali o parziali, imputando ad altri la responsabilità;

b – la sete di potere e l’arroganza a governare a tutti i costi che hanno portato due partiti con visioni opposte, a ritrovarsi in un “contratto” che, senza alcuna condivisa visione connettiva di governo, unisce linee programmatiche di politica economica che hanno generato un “ircocervo” che difficilmente avvierà a soluzione i problemi nazionali; ma che, al contrario, rischia per protervia politica di aggravarli.

Credo ci sia di che riflettere per ogni cittadino elettore, sia che abbia votato a favore o meno di Lega e M5S o che non abbia votato affatto. Se tutto è vacuo, inaffidabile, incoerente e giustificabile, per l’Italia non ci sono grandi speranze: salvo un risveglio di riflessione critica di tutto il corpo elettorale, cioè dei cittadini tutti.

Gianni Pernarella

Laurea in Giurisprudenza conseguita a Pisa e studi post laurea in Economia. Dipendente del Banco di sardegna dal 1973 al 2003. Dopo esperienza pluriennale di filiale, assume nel 1990 ruoli di responsabilità nella struttura centrale "Organizzazione e Sistemi Informativi" dove, in veste di funzionario capo progetto, ha gestito oltre 10 progetti organizzativi e relativi a sistemi informativi. Collaboratore per oltre 6 anni del SIL - PTO di Oristano; ha scritto quattro libri sulla materia del credito e dell'economia provinciale oristanese relativa all'artigianato.

 

 

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