Intervento di Maria Uliana Schirru nell’Evento del 9/11/2017 “Medicina Tradizionale in Sardegna”

Argomento
Ambito Territoriale

Per l'uomo preistorico era difficile pensare ad una malattia senza rapportarla al volere della divinità ,sia essa malefica che benefica.

Il suo rapporto col mondo era di tipo "olistico" per usare un termine attuale.

In realtà per la cultura preistorica non esisteva una distinzione tra razionale e spirituale, tutto ciò che esisteva era opera di divinità,sopratutto di divinità femminili, che per parecchio tempo hanno dominato incontrastate le scene religiose antiche.Ma quando nella comunità si creava la necessità di intervenire sulle malattie, per intercedere tra il soprannaturale e il mondo umano occorreva l'intervento di persone eccezionali, quali erano appunto gli shamani, intermediari tra cielo e terra,tra umano e divino.

Essi guidati dall'esperienza,presero coscienza delle virtù terapeutiche delle piante e del loro uso amalgamando la pratica alla magia e alla religione, ciò che noi ora chiamiamo "medicina empirica".

Il sacro allora era ancora prerogativa femminile, solo alle sacerdotesse era concesso fare da tramite alla volontà divina..

Alla potenza delle Bithie(shamane e profetesse in Sardegna) si chinarono molte persone (potenti e umili) del mondo antico,incapaci di qualsiasi azione senza il responso di quella figura prestigiosa.

Custodi dei segreti dei luoghi sacri isolani, rappresentate in alcuni bronzetti, le sacerdotesse rimasero nell'immaginario collettivo per lungo tempo fino a diventare le "meigadoras", praticasecc, del secolo scorso.

Una società povera che viveva di agricoltura e pastorizia, dove i servizi sanitari scarseggiavano, per secoli si è affidata alle cure di queste persone dove la conoscenza era tramandata di generazione in generazione e le ricette e i riti di magia simpatica accompagnavano sempre il trattamento terapeutico.

Le testimonianze scritte sono molto rare, la storia,la preparazione e l'uso dei medicamenti si è tramandata da millenni attraverso la tradizione orale, all'uso delle erbe si è affiancata solitamente anche la cosiddetta"magia simpatica", il cui simbolismo può essere rimasto inalterato nei gesti ma oramai ne ha perso il significato atavico

.In questo contesto la comunità intera provvedeva a porre rimedio ai vari mali e la figura della guaritrice era circondata dalla venerazione dovuta ad esseri carismatici custodi di segreti arcaici..Tali persone possedevano capacità terapeutiche e divinatorie che abbinavano alla visione degli spiriti degli avi e avevano una profonda conoscenza delle erbe medicinali e di quelle psicotrope.

La medicina popolare ora sopravvive come residuo d'identità culturale, trova ancora largo uso in comunità agro-pastorali e contadine, tutt'ora certe pratiche sono radicate nella tradizione.

Nella sacralità di queste pratiche tradizionali trova oggi terreno fertile la medicina olistica e fitoterapica,capace di curare contemporaneamente corpo e spirito,elementi fondamentali dell'uomo nella sua globalità

Le medicine alternative(quasi tutte di derivazione orientale),considerano l'uomo nella sua interezza ,fatta di fisico,mente, emozioni e spirito e quando qualcosa nel corpo si ammala, significa che vi è un problema da risolvere a un altro livello.

Ma noi siamo figli di una società occidentale razionale e scientifica che gradatamente si sta accorgendo dell'importanza dell'equilibrio energetico ai fini di una buona salute e riscoprire ora la medicina popolare abbinata alla medicina tradizionale ci aiuterebbe sicuramente a riportare l'armonia del corpo nell'Armonia del Cosmo......concetto già noto in preistoria!!!!!

Uliana Schirru

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