Legge sul turismo e ricadute negative su Oristano. Le istituzioni locali dormono? Di Antonio Ladu

Ambito Territoriale

Non c’è nessuno nella provincia di Oristano che non ritenga fondamentale il settore turistico ai fini dello sviluppo del territorio.

Ci si aspetterebbe, di conseguenza, una grande attenzione a tutto ciò che ne favorisca la crescita e un grande impegno a difendere con forza quanto di buono è stato fatto finora.

Bisogna invece prendere atto che le istituzioni e le forze economiche e sociali non sono intervenute quando è stata approvata la  Legge Regionale 28 luglio 2017, n. 16 Norme in materia di turismo, né stanno seguendo cosa sta comportando l’applicazione della legge.

Per sgombrare il campo dal pericolo che qualcuno giudichi le mie osservazioni dettate da considerazioni politiche ricordo  che il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità questa legge di riforma.

Per quanto mi riguarda ritengo che la governance del settore, prevista dalla legge, sia improvvisata, inadeguata e di difficile gestione.

Prima di tutto perché da un lato si dice che la Regione ha funzioni di indirizzo strategico e di programmazione ma, dall’altro, continua inesorabilmente a sottrarre ai territori funzioni di gestione che esercita direttamente o attraverso società regionali.

L’attuazione delle politiche di promozione e commercializzazione è affidata ad società chiamata DMO Sardegna. Viene detto  che la Giunta regionale individua modalità e strumenti in forma di società a cui possono partecipare soggetti pubblici e privati nel rispetto della normativa vigente in materia.

Si dice che “potranno essere favorite forme di partenariati locali e riconosciuti DMO locali intesi come network pubblico/privati capaci, in stretto raccordo con lo strumento attuativo regionale

Logica vorrebbe che si attivano forme di collaborazione con i DMO locali e che possano essere avviate con gli altri soggetti.

Passando dalla logica alla ragionevolezza, quali, quanti, come, in quale ambito territoriale, con quali risorse dovrebbero farsi questi DMO locali?

La domanda è importante perché verrà sicuramente costituita la DMO Sardegna, mentre non si capisce quanti DMO locali otranno sorgere. Sardegna DMO, infatti, avrà un finanziamento annuo di 696.000 euro annui, mentre le DMO locali non potranno contare su alcun finanziamento regionale

Succederà, come al solito, che le aree più forti si faranno comunque sentire o istituendo loro DMO o premendo sulla DMO Sardegna.

Anche l’attività di informazione e accoglienza turistica è in capo alla Regione.

Nel caso specifico si dimentica che questa è una funzione che le Province hanno esercitato con buoni risultati. Segnalo ancora che tutto il patrimonio di conoscenza e di esperienza maturato negli anni rischia di disperdersi.

Come si può facilmente osservare sono funzioni rilevanti in particolare per la promozione e informazione turistica e la rilevazione dei dati statistici.

Poiché queste funzioni non sono più, per legge, di competenza delle province si suppone che il soggetto a cui esse sono oggi attribuite si sia attrezzato di conseguenza.

Cosa sta succedendo nel nostro territorio in seguito all’approvazione della legge e al trasferimento delle funzioni in materia turistica dalla provincia alla Regione?

Succede che nessuno o pochi a livello territoriale si occupano di promozione turistica e che le attività di informazione e accoglienza turistica si potranno svolgere con sempre più grandi difficoltà per mancanza di personale e di risorse adeguate.

Considerato che la nuova legge sul turismo è oramai in vigore e che dal 1 marzo anche il trasferimento di funzioni (compreso il personale operante in Provincia) è stato attuato, è necessario per lo meno che gli uffici distaccati della Regione conservino dignità ed autorevolezza, e lo potrebbero fare innanzitutto mantenendo operativa la sede di Piazza Eleonora ad Oristano.

L'Assessorato agli Enti Locali (a cui compete l'assegnazione delle sedi operative) ha stabilito che  la sede del personale trasferito alla Regione in capo all'Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio, vada in via Cagliari ai palazzi Saia, mantenendo momentaneamente in Piazza Eleonora solo il Punto di Informazioni Turistiche.

L'Info Point, gestito egregiamente dalla Provincia di Oristano sino al 28 febbraio, si è distinto in ambito regionale per la sua centralità e per la professionalità degli operatori, e merita di diventare Punto di Informazioni a valenza Regionale dal momento che i locali sono già della Regione, ed è situato nel salotto buono di una delle città capoluogo del centro della Sardegna.

Ma dividere gli uffici (che si occupano di tutte le procedure connesse al turismo) dall’Info Point non ha senso; non ha senso soprattutto abbandonare un locale già di proprietà della Regione, sostenendo dei costi per trasferire le attrezzature e gli archivi (questi ultimi molto consistenti).

Cosa ancora più importane, e che merita attenzione da parte della politica locale, è che l'attuale sede si presta ad essere utilizzata dalla Regione per incontri politici e tecnici con gli operatori locali e regionali, essendo la stessa dotata di una sala riunioni da 60 posti, molto decorosa, e posizionata in una zona strategica della politica locale.

Non meno importante è evitare che il trasferimento costituisca un disagio per gli utenti (operatori del settore e turisti) che dal 2000 si recano in Piazza Eleonora per le pratiche e per le informazioni.

In ogni caso, il fatto che l'Assessorato al Turismo abbia un presidio istituzionale in una delle città capoluogo al centro della regione, ed in un salotto come la Piazza Eleonora, è strategico per la Regione, ed è motivo di vanto per Oristano ed il suo territorio, e deve essere difeso da tutti.

A questo punto, credo sia necessario un intervento Politico, anche e soprattutto dal nostro territorio.

Al momento infatti, ad eccezione del personale che vi opera, nessuno ha difeso questa posizione, quindi è necessario che i Politici locali si facessero sentire per evitare che l'Oristanese subisca l'ennesimo scippo di dignità.

Antonio Ladu

Laureato alla Bocconi di Milano in Lingua e Letterature straniere, è stato assistente di Italiano al Liceo Jeanson de Sailly a Parigi. Sindacalista  nella Camera del Lavoro di Oristano e nella Segreteria regionale della Cgil. E’ stato inoltre presidente del Consorzio Industriale e del Sil-Patto territoriale di Oristano.

Commenti

Mi sembra che Antonio Ladu abbia messo il dito nella piaga sotto due profili:
1 - siamo di fronte ad un continuo intervento regionale di accentramento, che è l'esatto opposto del ruolo che invece razionalmente la Regione dovrebbe svolgere, cioè quello di delineare una strategia regionale concertando la valorizzazione delle risorse e le modalità con i territori, chiamati a svolgere un ruolo "attivo" e non subire passivamente questa logica di spoliazione;
2 - il vizio, duro a morire, di delineare una riorganizzazione che progettualmente non riesce ad essere analizzata e definita in tutti i suoi aspetti: definendo i ruoli, le modalità di interazione e le risorse necessarie per svolgere le attività. Ciò che stride in modo particolare è che questo reiterato comportamento ( cioè di riorganizzazioni monche e non definite ) è, a mio avviso, il segno di una incompetenza sia delle strutture amministrative dei vari assessorati sia, ed è ancora più grave, dei ruoli che dovrebbero presiedere e verificare che le normative relative chiudano sotto ogni aspetto i profili, le strutture e le risorse che quei progetti intendono riorganizzare.
Troppo spesso abbiamo assistito ad attività di revisione parziali che rinviano a momenti successivi la risoluzione dei problemi conseguenti: momenti che sovente non arrivano mai.

Si continua ad accentrare a Cagliari e a una macchina regionale disorganizzata, un mostro ormai incontrollabile dopo la fallita riforma Demuro.
Se il governo regionale è stato complice delle nefandezze di quello nazionale, allo stesso modo la politica locale è sparita da un lato per una mediocrità spaventosa, dall'altra per lo stesso modus operandi dei superiori regionali: non disturbiamo, tutti zitti. E cosi, in questa mediocrità e silenzio, il territorio è stato depredato delle risorse da parte del governo Renzi e dell'autonomia decisionale su ambiti fondamentali come, in questo caso, il turismo.
Il peggior governo nazionale e il peggior governo regionale degli ultimi decenni hanno affossato il territorio.

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