Global Strike For Future (Sciopero globale per il futuro). Di Giampiero Vargiu

Ambito Territoriale

“Il mio nome è Greta Thunberg, ho quindici anni e vengo dalla Svezia. Molte persone dicono che la Svezia sia solo un piccolo Paese e a loro non importa cosa facciamo. Ma io ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. Se alcuni ragazzi decidono di manifestare dopo la scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo veramente.

Ma per fare ciò dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto questo possa risultare scomodo. Voi parlate solo di una crescita senza fine in riferimento alla green economy, perché avete paura di diventare impopolari. Parlate solo di andare avanti con le stesse idee sbagliate che ci hanno messo in questo casino. (…) Ma non mi importa risultare impopolare, mi importa della giustizia climatica e di un pianeta vivibile. La civiltà viene sacrificata per dare la possibilità a una piccola cerchia di persone di continuare a fare profitti. La nostra biosfera viene sacrificata per far sì che le persone ricche in Paesi come il mio possano vivere nel lusso. Molti soffrono per garantire a pochi di vivere nel lusso. Nel 2078 festeggerò il mio settantacinquesimo compleanno. Se avrò dei bambini probabilmente un giorno mi faranno domande su di voi. Forse mi chiederanno come mai non avete fatto niente quando era ancora il tempo di agire. Voi dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, ma state rubando loro il futuro davanti agli occhi. Finché non vi fermerete a focalizzare cosa deve essere fatto anziché su cosa sia politicamente meglio fare, non c’è alcuna speranza. Non possiamo risolvere una crisi senza trattarla come tale. Noi dobbiamo lasciare i combustibili fossili sotto terra e dobbiamo focalizzarci sull’uguaglianza e se le soluzioni sono impossibili da trovare in questo sistema significa che dobbiamo cambiarlo. Non siamo venuti qui per pregare i leader a occuparsene. Tanto ci avete ignorato in passato e continuerete a ignorarci. Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene al popolo. Grazie”.

Sabato 16 dicembre 2018 è terminata la COP 24 (Conference of Parties, Conferenza delle Parti), la Conferenza sul cambiamento climatico organizzata dalle Nazioni Unite a Katowice, in Polonia. La Conferenza di Katowice fa seguito alla COP 21 di Parigi del 2015, nella quale 195 Paesi del mondo si sono impegnati a mantenere l'aumento medio della temperatura mondiale ben al di sotto di 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali, come obiettivo a lungo termine. La COP 24 si è occupata di definire le regole di attuazione dell’Accordo di Parigi del 2015. L’obiettivo ultimo è stato quello di cercare di mettere un freno al cambiamento climatico a livello globale e definire un “Paris Rulebook”, un libro guida per attuare tutti i principi dell’Accordo, che entrerà in vigore nel 2020. Il limite di 2 gradi imposto dal COP21 ormai non è più sufficiente e per evitare catastrofi le temperature non devono salire oltre 1,5 gradi centigradi e per questo si devono diminuire del 45% le emissioni di CO2 nell'aria entro il 2030, percentuale che deve salire al 100% entro il 2050. Nel corso della COP 24 si è anche stabilito come distribuire le risorse finanziarie necessarie a sostenere i paesi meno sviluppati per indurli a ridurre le proprie emissioni di CO2. Dalla COP 21 di Parigi poco è stato fatto.

Un cambiamento è sicuramente avvenuto a Katowice ed è stato ciò che ha fatto la differenza. La giovanissima attivista Greta Thunberg è intervenuta, puntando il dito verso i leader e i diplomatici presenti, con il discorso evidenziato a inizio post.

Greta ha iniziato la sua protesta nel suo paese natale, che è la Svezia, che pure nel mondo è tra i più sensibili in tema di difesa dell'Ambiente. Greta Thunberg ha protestato per mesi. Prima delle elezioni politiche del suo Paese, nel mese di settembre 2018, la ragazza ha scioperato, seduta sugli scalini dell’edificio parlamentare a Stoccolma e lo ha fatto ogni giorno durante le ore scolastiche per 3 settimane con un semplice motto: “Sciopero per il clima”. Dopo le elezioni, Greta è ritornata a scuola per 4 giorni a settimana e poi ha trascorso i suoi venerdì davanti ai gradini del Parlamento per chiedere che il governo intraprenda una radicale risposta ai cambiamenti climatici.

Ma la sua influenza non è rimasta confinata al suo Paese d’origine. Nel mese di dicembre 2018, Greta ha parlato, come scritto all'inizio del post, alla Conferenza sul clima delle Nazioni Unite, rimproverando i leader mondiali per il loro comportamento da bambini irresponsabili e, a quanto già scritto, ha aggiunto: “Poiché i nostri leader si stanno comportando come bambini, noi dovremo prenderci le responsabilità che loro avrebbero dovuto prendere molto tempo fa. Dobbiamo capire quello che la vecchia generazione ci ha fatto, quale disastro hanno creato che noi dobbiamo risolvere e con il quale dobbiamo convivere. Dobbiamo far sentire le nostre voci”. Nel mese di gennaio 2019 ha avuto altre dure parole per l’élite imprenditoriale mondiale a Davos, in Svizzera, dicendo: “Alcune persone, alcune aziende, alcuni decisori in particolare, sapevano esattamente quali valori inestimabili stavano sacrificando per continuare a fare inimmaginabili somme di denaro. E io penso che molti di voi qui oggi appartengano a quel gruppo di persone. La nostra casa è in fiamme. Non voglio che siate speranzosi, voglio che abbiate paura. E poi voglio che agiate”.

Oggi, 15 marzo, anche per le iniziative di Greta, è stato il giorno del "Fridays for future" e nel mondo ci sono state 1769 Piazze, con gli studenti che hanno rappresentato le loro preoccupazioni per l'inerzia dei governanti dal punto di vista della implementazione di azioni volte a limitare i cambiamenti climatici. In Italia ce ne sono state 208.

Gli studenti hanno promosso una iniziativa anche a Oristano. Questa mattina sono stato in Piazza Eleonora d'Arborea e, con mio grande piacere, alla manifestazione erano presenti molte studentesse e molti studenti, con la partecipazione di non pochi insegnanti. Anche Oristano ha dato un segnale di speranza, una dimostrazione che un cambiamento vero è possibile.

Gli obiettivi del Movimento delle giovani e dei giovani sono i seguenti:

- rendere operativo il Piano stabilito dai 195 Paesi che hanno partecipato e siglato un Accordo sui cambiamenti climatici alla COP 21 di Parigi;

- abbattere le emissioni di CO2 dell'80% entro il 2030 e del 100% entro il 2050;

- lasciare i combustibili fossili sotto terra, perchè da un clima migliore deriverà anche un'economia più giusta;

- prendere misure per contenere l'aumento medio della temperatura entro 1,5 gradi centigradi.

Qualcuno dice che siamo in presenza di un '68 ambientale.

Ho scritto più volte che non ci si deve rassegnare all'idea del capitalismo neoliberista, che ci vuole far credere che lo sviluppo può essere senza limiti, che il PIL deve essere l'unico parametro per misurare lo sviluppo, che i cambiamenti climatici sono stati un'invenzione degli ambientalisti fanatici. NO. l'orizzonte ultimo della Storia non è il capitalismo senza freni, delle fake news e dei cittadini-consumatori.

Oggi i giovani ci hanno mostrato che un modello nuovo, più equo e sostenibile è possibile e doveroso.

Per restare all'Italia, ricordo alcuni aspetti, di cui ho, in parte, già scritto.

Il Governo Renzi, con la Legge 163/2016, che ha riformato la Legge di Bilancio, fa entrare il BES (benessere Equo e Sostenibile), per la prima volta, nel processo di definizione delle politiche economiche, portando l’attenzione sul loro effetto anche su alcune dimensioni fondamentali per la qualità della vita.

Un Comitato di esperti ha avuto il compito di selezionare degli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES), da considerare, annualmente, nel Documento di Economia e Finanza (DEF) e in una Relazione, da presentare al Parlamento.

A conclusione dei lavori del Comitato di esperti, in seguito al parere favorevole delle Commissioni competenti di Camera e Senato, con Decreto Ministeriale, è stata pubblicata la lista definitiva che comprende 12 indicatori.

Il Governo Gentiloni ha presentato la Strategia Nazionale di attuazione della Legge 163/2016 nel luglio 2017.  In base a tale Strategia, la sostenibilità non va più coniugata solo in ottica ambientale, ma riguarda tutto l’agire politico, tutta la pianificazione strategica, dal lavoro alla giustizia, all’urbanistica, ai diritti civili.

Il 16 ottobre 2017, Il Ministro dell'Economia e delle Finanze Padoan ha emanato il Decreto "Individuazione degli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES)", così individuati all'articolo 1: 1) reddito medio disponibile aggiustato pro capite, 2) indice di diseguaglianza del reddito disponibile, 3) indice di poverta' assoluta, 4) speranza di vita in buona salute alla nascita, 5) eccesso di peso, 6) uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione, 7) tasso  di  mancata  partecipazione  al  lavoro,  con  relativa scomposizione per genere, 8) rapporto tra tasso di occupazione delle donne  di  25-49  anni con figli in eta' prescolare e delle donne senza figli, 9) indice di criminalita' predatoria, 10) indice di efficienza della giustizia civile, 11) emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti e 12) indice di abusivismo edilizio.

Il Ministero dell’Economia del Governo attuale il 4 marzo scorso ha presentato la Relazione sull’impatto della Legge di Bilancio sugli indicatori di Benessere equo e sostenibile, ma l’analisi è ancora limitata e incompleta. 

Come scritto nel sito dell'ASviS (Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile) e come previsto dalla legge, la relazione contiene un capitolo dedicato alle previsioni quantitative fino al 2021, alla luce della Legge di Bilancio, ma le previsioni sono effettuate soltanto per 4 dei 12 indicatori selezionati dal Comitato, e cioè reddito medio pro capite, disuguaglianza, non partecipazione al mercato del lavoro (distinto tra uomini e donne) ed emissioni di gas inquinanti. Questa limitazione è spiegata così: “Ulteriori indicatori verranno aggiunti nelle prossime edizioni in base agli avanzamenti nello sviluppo degli strumenti statistici e modellistici necessari per fornire previsioni nell’orizzonte temporale del ciclo di programmazione economico-finanziaria”.

Per gli indicatori quantificati nella relazione è previsto un miglioramento.
Infatti, il Governo ripone una evidente fiducia nella misura del Reddito di cittadinanza, una politica attiva di tutela dei lavoratori, che nelle previsioni dovrebbe rilanciare i consumi, accelerando la crescita in termini di prodotto interno lordo aggiustato (ovvero il reddito disponibile per consumatori e produttori, inclusivo del valore dei servizi in natura forniti dalle istituzioni pubbliche e calcolato in base al numero totale di persone residenti in Italia).

Resta da chiarire la situazione sulla riduzione delle emissioni di CO2, soprattutto, in prospettiva e sugli altri indicatori.

Forse una delle stelle del simbolo del Movimento 5S si è offuscata.

Sarebbe interessante anche capire che cosa intende fare il nuovo Governatore della Regione Sardegna Christian Solinas, segretario del Partito Sardo d’Azione e senatore della Lega, in merito ai BES, alle due centrali a carbone di Portovesme e di Fiume Santo, al progetto di metanizzazione della Sardegna e alla decontaminazione di molti siti industriali e militari della Sardegna.

Aggiungo che non ho avuto notizie su che cosa intendono fare i nostri amministratori locali sull'introduzione dei BES nella pianificazione e negli strumenti di Bilancio e in merito al carbonile ubicato nell'area del Consorzio Industriale Provinciale Oristanese, di cui ho scritto, insieme a Maurizio Fanni, in un precedente post.

Chiudo con l'espressione che usa spesso il filosofo sardo di livello mondiale Remo Bodei, in chiusura dei suoi discorsi in pubblico sui temi del "futuro" e del "limite": "speriamo che ce la caviamo".

Giampiero Vargiu

Laureato in Ingegneria elettrotecnica all'Università  di Cagliari nel 1980. Sindaco del Comune di Villagrande Strisaili dal 1995 al 2000. Socio della Societ  di Ingegneria TEAM SISTEMI ENERGETICISRL, che ha sede operativa a Oristano e opera in tutta la Sardegna. Esperto in efficienza energetica e fonti di energia rinnovabili.

 

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