Anche la sezione strategica del Dup 2019-2021 dimostra l’incapacità di Oristano di cogliere le opportunità presenti nel quadro comunitario, nazionale, regionale. Di Antonio Ladu

Argomento
Ambito Territoriale

Nei prossimi giorni il Consiglio comunale dovrà discutere e approvare Il Documento Unico di Programmazione. Il DUP è un documento fondamentale: è il principale strumento di pianificazione strategica e di programmazione operativa perché deve contenere le analisi, gli indirizzi e gli obiettivi che devono guidare la predisposizione del bilancio di previsione, del piano esecutivo di gestione e la loro successiva gestione.

Il DUP è articolato in due sezioni: la sezione strategica (SeS), e la sezione operativa (SeO).

La sezione strategica deve comprendere:

-analisi delle condizioni esterne che considera il contesto economico internazionale e nazionale, gli indirizzi contenuti nei documenti di programmazione comunitari, nazionali e regionali, nonché le condizioni e prospettive socio-economiche del territorio dell’Ente;

-analisi delle condizioni interne che comprende l’‘evoluzione della situazione finanziaria ed economico patrimoniale dell’ente, l’analisi degli impegni già assunti e degli investimenti in corso di realizzazione, il quadro delle risorse umane disponibili, l’organizzazione e modalità di gestione dei servizi, la situazione economica e finanziaria degli organismi partecipati.

Come ho già detto nel post “Primo anno di mandato della Giunta Lutzu: cosa non è stato  fatto” la carenza maggiore nell’operato dell’Amministrazione di Oristano è di operare al di fuori della Programmazione comunitaria, nazionale e regionale.

Troviamo una prima conferma di quanto affermato se esaminiamo il quadro degli investimenti in corso di realizzazione, inserito nell’analisi delle condizioni interne della Sezione strategica del DUP.

Su una quarantina di interventi, relativi alla viabilità, alla riqualificazione urbana, al verde pubblico,alle infrastrutture turistiche, agli impianti sportivi, alle scuole e ad altri interventi minori, risulta evidente  che Oristano finanzia questi investimenti con risorse proprie,  con mutui della Cassa Depositi e Prestiti e con finanziamenti regionali.

Solo nel caso del Progetto di Oristano Est, il Comune ha partecipato al Bando nazionale “Riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia” e ha ottenuto un finanziamento di 17.141.676,66 di euro; sicuramente un grande risultato.

Non sono state, quindi, perseguite le opportunità presenti nel Quadro comunitario, nazionale e regionale.

Nel Dup gli strumenti di questo Quadro sono enunciati correttamente, anche se parzialmente, ma non vi è né uno stato di attuazione, né  vengono indicati  i possibili strumenti da utilizzare per raggiungere gli obiettivi del Dup.

Può allora essere utile citare rapidamente questi strumenti aggiungendo  qualche considerazione e qualche suggerimento.

Con i Programmi Operativi Fesr Fse, Feasr e Feamp la Sardegna ha, nella Programmazione 2014-2020, una disponibilità di circa 2,6 miliardi. Poiché il Dup 2019-2021 coincide con la fine di questo ciclo di Programmazione è necessario sapere quante  di queste risorse sono state destinate ad  Oristano e, soprattutto, quante potrebbero arrivarne. Questa operazione è tanto più urgente in quanto gli impegni sulle risorse disponibili andranno presi nel 2018-2019.

Anche per quanto riguarda la Programmazione territoriale la chiusura non sarà positiva in relazione ai due capitoli fondamentali delle aree urbane e dei progetti territoriali.

Per quanto riguarda le aree urbane, Oristano Est, come già detto, ha usufruito di risorse nazionali.

E’ stato un grande risultato che poteva essere ampliato con risorse regionali come hanno fatto altri territori; Cagliari, Sassari, Olbia hanno infatti ottenuto finanziamenti provenienti dalle politiche  urbane della Regione.

Nuoro ha presentato un progetto di Area vasta attraverso il progetto territoriale “Rilancio del Nuorese" ed ha avuto un finanziamento di 15 milioni di euro.

Oristano poteva seguire la stessa logica, ma si è accontentata di partecipare ai progetto territoriale dell’Unione dei Comuni Sinis Terra dei Giganti.

Il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) è, congiuntamente ai Fondi strutturali europei, lo strumento finanziario principale attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali.

Col Patto per la Sardegna , alla nostra isola sono stati assegnati 1.509,6 milioni di euro.

Nel Patto per la Sardegna Oristano è presente solamente per interventi sulle scuole e per investimenti indotti dalla metanizzazione; nessun finanziamento invece per gli interventi economici e produttivi,  per le infrastrutture viarie e la Portualità.

Vi sono infine, nel Dup, due programmi che non vengono neanche citati: la Cooperazione territoriale e i Programmi Diretti europei.

La Cooperazione territoriale europea (CTE) è uno dei due obiettivi della programmazione dei fondi Strutturali 2014-2020.

L’Italia è lo Stato Membro che ha ottenuto l’allocazione più elevata di risorse finanziarie per la Cooperazione territoriale, pari a 1.136,7 milioni di euro.

Vi sono diversi programmi di cooperazione territoriale.

La cooperazione interregionale coinvolge tutti i 28 Stati membri dell’Unione Europea e mira a rafforzare l'efficacia della politica di coesione, promuovendo lo scambio di esperienze, l’individuazione e la diffusione di buone prassi.

Il territorio della Regione Sardegna è eleggibile a tutti e quattro i programmi interregionali.

La cooperazione transnazionale coinvolge partner nazionali, regionali e locali.

Il territorio della Regione Sardegna è eleggibile allo spazio MED, che interessa 13 regioni costiere e mediterranee dell’Unione Europea.

La cooperazione transfrontaliera fra regioni limitrofe mira a promuovere lo sviluppo regionale integrato fra regioni confinanti aventi frontiere marittime e terrestri in due o più Stati membri. 

 La Regione Sardegna partecipa al Programma Operativo Italia – Francia Marittimo, insieme alla regione Toscana (Province di Livorno, Pisa, Grosseto, Massa  Carrara, Lucca) e alla Regione Liguria (con tutte le Province.).

Per quanto riguarda i programmi di cooperazione transfrontaliera esterna, Il territorio della Sardegna è interamente eleggibile al Programma ENPI CBC Bacino del Mediterraneo, di cui la Regione Autonoma della Sardegna è anche Autorità di Gestione Comune.

Relativamente ai Programmi Diretti  vi è da dire preliminarmente che i finanziamenti dell’Unione europea possono essere indiretti o diretti. Nei primi rientrano i Fondi strutturali, la  cui gestione è responsabilità degli Stati membri. Per tutti i programmi, i singoli Stati designano, infatti, un'autorità di gestione (a livello nazionale, regionale o ad altri livelli).

E’ invece la Commissione che eroga contributi finanziari diretti, sotto forma di sovvenzioni a sostegno di progetti od organizzazioni che contribuiscono alla realizzazione di un programma o di una politica dell'UE.

Attingere a questi finanziamenti e a quelli della Cooperazione territoriale è vitale per Oristano poiché essi interessano tutti gli ambiti dello sviluppo, dalla ricerca ai trasporti, all’ambiente , al turismo, alla coesione sociale e ad essi possono partecipare le istituzioni e le imprese.

Non si tratta però di un compito facile.

Possono partecipare ai bandi, infatti, imprese o organizzazioni correlate (associazioni di categoria), Enti e Istituzioni di tutti i paesi europei.

E’ evidente che, una competizione così agguerrita e numerosa favorisce i paesi, le imprese e le Istituzioni più forti, strutturati e organizzati.

I paesi e le regioni più deboli, però non devono né rinunciare, né improvvisare perché la posta in gioco è molto importante.

Bisogna quindi programmare un intervento a breve, media e lunga scadenza, tenendo presente che,per poter partecipare, sono necessarie alcune condizioni.

Prima di tutto bisogna disporre di personale professionalizzato che sia in grado di affrontare tutte le fasi della progettazione dall’animazione, alla progettazione vera e propria, alla gestione, al monitoraggio, alla valutazione e alla rendicontazione con in più le competenze linguistiche e tecnologiche necessarie.

Vi sono poi i problemi finanziari iniziali e cioè  le spese di ricerca partner, di animazione, di progettazione e di cofinanziamento in quanto l'UE nonn finanzia interamente i progetti.

Anche in questo campo Oristano dovrebbe svolgere il ruolo di Città guida del territorio provinciale; nessuno da solo è in grado di costruire un’organizzazione adeguata; serve una vera e propria Agenzia di sviluppo provinciale.

Antonio Ladu

Laureato alla Bocconi di Milano in Lingua e Letterature straniere, è stato assistente di Italiano al Liceo Jeanson de Sailly a Parigi. Sindacalista  nella Camera del Lavoro di Oristano e nella Segreteria regionale della Cgil. E’ stato inoltre presidente del Consorzio Industriale e del Sil-Patto territoriale di Oristano.

Commenti

Un'utilissima esposizione di Antonio Ladu, che condivido in pieno nella parte di analisi sul DUP, sulle criticità riscontrate rispetto all'azione del Comune di Oristano e sulle proposte. Mi permetto di aggiungere che un territorio debole come il nostro o riesce a trovare una unità di intenti della classe dirigente e degli stakeholders e un consenso alle scelte diffuso nel territorio o non si riuscirà a ottenere i risultati che meritano le potenzialità note del territorio stesso. Bisogna avere il coraggio di andare in questa direzione, con un dialogo serrato, senza retropensieri, con un "pensiero lungo".

Se c'era bisogno di una conferma sulla scarsa visione di progetti di sviluppo per il territorio, che dovrebbe vedere la città capoluogo capofila stimolatrice e coordinatrice, l'analisi di Antonio Ladu mostra chiaramente il "gap" tra quanto possibile fare e le fonti cui fare riferimento e quanto fatto.
L'analisi che è poi stata fatta sulle quattro Aree Strategiche del DUP 2018-2020 evidenzia peraltro sorprese non secondarie tra quanto ipotizzato nelle linee di mandato e quanto messo effettivamente a cantiere.

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