Il "sogno europeo di una Società Equa e Sostenibile". L'Europa. Di Giampiero Vargiu

Ambito Territoriale

Ho già scritto alcuni pezzi su questo tema. L'ultimo aveva il titolo "La rivincita della politica e la rinascita della Sinistra - Un nuovo modello di Società".

Nel pezzo citato mi rifacevo al saggio di Kate Raworth "L'Economia della Ciambella" con sottotitolo "Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo".

La Raworth immagina un Modello Economico di Società non più basato sul PIL e gli indicatori che individua sono una proposta utile, intorno alla quale costruire un progetto di "Società Umana" equa, sicura e sostenibile.

Le idee della Raworth mi sembrano utili per introdurre l'approccio che allo stesso tema si sta seguendo in Europa e che ritengo possano essere la cornice entro la quale la Sinistra può strutturare la propria visione della Società globalizzata e digitalizzata di oggi.

Intendo sviluppare ulteriormente il tema con i seguenti tre pezzi:

- Il "sogno europeo di una Società Equa e Sostenibile". L'Europa;

- Il "sogno europeo di una Società Equa e Sostenibile". L'Italia;

- Il "sogno europeo di una Società Equa e Sostenibile". Iniziative e proposte.

Inizio con il primo pezzo.

L'Europa sta abbandonando il ruolo delineato per essa nel saggio di Jeremy Rifkin "Il sogno europeo", nel quale l'Europa veniva individuata come l'unica realtà, nella quale si sta concretizzando un progetto umano di equità e sostenibilità, nonostante l'attuale avvento dei nazionalismi e dei sovranismi?

Il 25 settembre 2015 l'Assemblea Generale dell'ONU ha approvato la Risoluzione 70/1 " Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile".

Il punto 3 dell'introduzione della Risoluzione recita "Deliberiamo, da ora al 2030, di porre fine alla povertà e alla fame in ogni luogo; di combattere le diseguaglianze all’interno e fra le nazioni; di costruire società pacifiche, giuste ed inclusive; di proteggere i diritti umani e promuovere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne e delle ragazze; di assicurare la salvaguardia duratura del pianeta e delle sue risorse naturali. Deliberiamo anche di creare le condizioni per una crescita economica sostenibile, inclusiva e duratura, per una prosperità condivisa e un lavoro dignitoso per tutti, tenendo in considerazione i diversi livelli di sviluppo e le capacità delle nazioni".

Al punto 18, che riguarda la nuova Agenda, è scritto "Annunciamo oggi 17 nuovi Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile con 169 traguardi ad essi associati, che sono interconnessi e indivisibili".

Al punto 59 vengono individuati i seguenti 17 obiettivi:

Obiettivo 1.  Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo;

Obiettivo 2.   Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare  la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile;

Obiettivo 3.  Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;

Obiettivo 4.  Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità  di apprendimento per tutti;

Obiettivo 5.  Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e   le ragazze;

Obiettivo 6.  Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua  e delle strutture igienico-sanitarie;

Obiettivo 7.  Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici,  affidabili, sostenibili e moderni;

Obiettivo 8.  Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile,  un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti;

Obiettivo 9.  Costruire un'infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed  una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile;

Obiettivo 10. Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le nazioni;

Obiettivo 11. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e  sostenibili;

Obiettivo 12. Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo;

Obiettivo 13. Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento  climatico;

Obiettivo 14. Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le   risorse marine per uno sviluppo sostenibile;

Obiettivo 15. Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema  terrestre;

Obiettivo 16. Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo   sostenibile;

Obiettivo 17. Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato  mondiale per lo sviluppo sostenibile;

L’Unione Europea  ha partecipato attivamente all’intero processo negoziale, che ha portato all’adozione dell’Agenda 2030 e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs, che è l'acronimo inglese), fin dalla fase di avvio del negoziato per la definizione dell’Agenda e degli SDGs.

Dal 2010, inoltre, l’Unione europea si è dotata di un quadro strategico decennale per la crescita e l’occupazione (Strategia “Europa 2020”), basata su tre priorità, tra loro reciprocamente interconnesse: 

- crescita intelligente, mediante lo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza, la ricerca e l’innovazione; 

- crescita sostenibile, ossia più efficiente nell’uso delle risorse, più “verde” e più competitiva; 

- crescita inclusiva, che promuova politiche per l’occupazione e la riduzione della povertà.

L’adozione della nuova Agenda 2030 e degli SDGs ha posto l’Unione Europea e l’Italia di fronte a molteplici sfide, tutte di grande complessità:

- includere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile nei propri programmi a breve e medio termine, integrando competenze e punti di vista differenti per disegnare politiche adeguate per il raggiungimento degli SDGs;

- definire sul piano concettuale un nuovo modello di sviluppo, che vada "oltre il Pil", cioè che eviti di basarsi unicamente su una crescita quantitativa;

Il 22 novembre 2016, l’Eurostat ha pubblicato una "panoramica della situazione in Europa in relazione ai 17 Goal" dell’Agenda 2030.

Successivamente alla COP21 (Conferenza delle Parti) di Parigi, tenutasi dal 30 novembre al 12 dicembre del 2015  e prima della COP23 di Bonn, tenutasi dal 6 al 17 novembre 2017,  nel marzo 2017 la Commissione ambiente del Senato italiano si è pronunciata sul documento della Commissione UE, formulando osservazioni in linea con quelle presentate dal portavoce dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) Enrico Giovannini, che da Presidente dell'ISTAT aveva individuato gli indicatori BES ("Benessere Equo e Sostenibile"), durante la sua audizione al Senato.

Il 23 marzo 2017 si è svolta presso la Camera dei deputati, su iniziativa dell’ASviS e di altre organizzazioni internazionali, la Conferenza Internazionale “Europe Ambition 2030 – Europa leader mondiale dello sviluppo sostenibile: un’opportunità unica per costruire un’Unione europea più forte”. Con la conferenza è nata la coalizione Europe Ambition 2030, che riunisce organizzazioni della società civile europea, campioni della sostenibilità, per costruire intorno agli Obiettivi di sviluppo sostenibile l’Unione europea del futuro. La conferenza si è focalizzata su come ripensare la governance e le politiche dell’UE, per rendere l’Europa “leader mondiale degli SDGs”.

La risposta al quesito iniziale è un convinto si. Il percorso intrapreso è lungo, ma l'Unione Europea si sta dimostrando, pur nelle sue difficoltà attuali, capace di tracciare un percorso verso una Società equa e sostenibile. Un modello che vada oltre il PIL, come l'unico indicatore capace di definire la situazione delle Nazioni.

La visione che sta dietro al BES e all’Agenda 2030 può portare a scelte adeguate a compiere questo percorso e lo  sviluppo sostenibile può offrire alla Sinistra Europea un quadro concettuale solido e utile per un progetto politico che voglia migliorare il benessere della vita delle persone.

Nei prossimi giorni ho intenzione di scrivere un pezzo per raccontare quanto sta facendo l'Italia in merito alla costruzione di un nuovo modello di Società, coerente con le scelte dell'Unione Europea e con l'Agenda 2030 dell'ONU, con a fianco degli indicatori individuati dei numeri a significare i risultati raggiunti e gli sforzi necessari per soddisfare i bisogni di equità e sostenibilità.

Giampiero Vargiu

Laureato in Ingegneria elettrotecnica all'Università  di Cagliari nel 1980. Sindaco del Comune di Villagrande Strisaili dal 1995 al 2000. Socio della Societ  di Ingegneria TEAM SISTEMI ENERGETICISRL, che ha sede operativa a Oristano e opera in tutta la Sardegna. Esperto in efficienza energetica e fonti di energia rinnovabili.

Commenti

Giampiero Vargiu presenta un piano di lavoro, di cui ha sviluppato il primo step, che mi sembra di grandissimo interesse, trattandosi di un'informativa preziosa non rintracciabile facilmente, il cui valore aggiunto è la ricucitura che ne fa in blocchi organici.

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