Evento del 29.303.2018 - "La bolletta elettrica - la legislazione". Di Giampiero Vargiu

Argomento
Ambito Territoriale

Nella iniziativa del 29 di marzo scorso sono stato il relatore sul tema "La bolletta elettrica". Gli argomenti trattati sono consistiti in una sintesi della legislazione in materia, con un breve cenno alla nazionalizzazione del sistema elettrico, il mercato elettrico e l'illustrazione di una bolletta elettrica, con tutte le problematiche ad essa collegate.

C'è stato molto interesse sia sul mercato elettrico che sulla bolletta elettrica, un pò meno sulla legislazione.

In questo pezzo mi limiterò a sviluppare gli aspetti più significativi della legislazione in materia di energia elettrica, di cui la bolletta elettrica è un aspetto importante. Successivamente dedicherò altri due pezzi alla iniziativa, di cui uno sul mercato elettrico e uno sulla bolletta elettrica.

Agli inizi del novecento la Sardegna, ad eccezione della zona mineraria del Sulcis, era ancora una terra a prevalente economia agro - pastorale, arcaica, basata su micro aziende contadine o pascolo estensivo. Non esistevano attività manifatturiere.

Un impulso per un significativo mutamento di questa condizione venne data dall'On. Francesco Cocco Ortu, che, promuovendo, in qualità di Ministro dell'Agricoltura, la Legge speciale del 02.08.1897, individuò finanziamenti di un certo rilievo per l’economia sarda.

Il provvedimento legislativo prevedeva la regolamentazione delle acque mediante la costruzione di sbarramenti sui principali fiumi della Sardegna, con il preciso obiettivo di regolarne le piene, sfruttarne le acque in modo da realizzare aziende agricole moderne, tali da favorire lo sviluppo di colture intensive. Inoltre, veniva individuata l'elettricità come la grande direttrice, sulla quale si sarebbe potuto fondare una strategia economico - industriale, tale da produrre una vera rivoluzione nella debolissima economia sarda.

In questa situazione svolse un ruolo guida la Banca Commerciale Italiana, modello di Banca mista che, oltre a svolgere le tradizionali operazioni bancarie, rivolgeva il suo interesse allo sviluppo industriale.

Per una decina di anni non successe niente di rilevante, anche per il lungo iter parlamentare.

Alla fine del primo decennio del 1990,  il principale fautore dell'elettrificazione della Sardegna fu l'Onorevole Carboni Boy, in particolare con la cosiddetta "Legge Tirso". Un ruolo importante lo ebbe l’Ing. Omodeo, che allora era a capo dell’ufficio tecnico del Genio Civile di Cagliari e con i suoi rilevamenti e studi, nel 1910, varò i primi progetti.

Come  scritto  nel S.I.U.S.A.  (Sistema  informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche)

"La Società Elettrica Sarda (S.E.S.) venne istituita il 4 novembre del 1911 a Livorno con capitale iniziale pari a 600mila lire, l'appoggio della Banca Commerciale Italiana, della Bastogi e della Società Strade Ferrate Meridionali, sfruttando le agevolazioni e le sovvenzioni statali previste per la Sardegna dalle leggi speciali, finalizzate allo sviluppo economico dell'Isola tramite la sistemazione idraulica. Fine precipuo della società era la gestione di centrali generatrici di energia elettrica da erogare per l'illuminazione, il funzionamento delle ferrovie e delle tranvie e per scopi industriali. La S.E.S. conobbe una forte espansione e, ad un anno dalla sua nascita, Alberto Lodolo, amministratore delegato, concluse accordi per la costruzione e gestione dell'impianto elettrico della città di Cagliari.

Intanto, il 24 maggio 1913, era stata istituita la Società Imprese Idrauliche ed Elettriche del Tirso, braccio operativo della S.E.S. per le costruzioni sul Tirso e sul Coghinas. Consigliere delegato della nuova impresa fu nominato l'ing. Giulio Dolcetta, che rimase alla guida del Gruppo fino al 1933".

Tra le altre opere importanti, all'interno di questi progetti, fu elaborato quasi nello stesso periodo, quello per il Sistema Idroelettrico dell'Alto Flumendosa e, successivamente, quello del Taloro.
Negli anni '50 assunse, in pieno boom economico, sempre più importanza l'esigenza di nazionalizzare il sistema elettrico.

Al riguardo, una legge molto significativa fu la Legge 6 dicembre 1962, n. 1643, istitutiva dell'E.N.E.L., promossa dal Governo Fanfani e posta come condizione dal PSI per il suo ingresso nel Governo. Con questa Legge il sistema elettrico fu nazionalizzato. In Sardegna ci furono due Comuni che restarono proprietari della loro rete: Berchidda e Benetutti. Questi Comuni sono tuttora proprietari delle loro reti, che, con dei finanziamenti della Regione, stanno potenziando e rendendo "Smart".

Un'altra Legge degna di nota è la n. 481 del 14 novembre 1995 (Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità). È la legge che ha istituito l'AEEG (Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, oggi ARERA, che sta per Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), che è diventata operativa dal 23 aprile 1997.

L'Autorità ha, essenzialmente, la funzione di «garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza nel settore dei servizi di pubblica utilità, assicurandone la fruibilità e la diffusione in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale, definendo un sistema tariffario certo, trasparente e basato su criteri predefiniti, promuovendo la tutela degli interessi di utenti e consumatori».

Per perseguire l'obiettivo di assicurare un assetto concorrenziale del mercato, l'Autorità ha i seguenti poteri:

- formula osservazioni e proposte da trasmettere al Governo e al Parlamento (potere consultivo);

- ha potere normativo (regolamentare);

- determina le tariffe (in particolare la componente degli oneri generali di sistema) e vigila sulla Cassa per i servizi energetici e ambientali;

- assicura la pubblicità e la trasparenza delle condizioni di servizio;

- assicura condizioni di eguaglianza nell'accesso alle reti energetiche;

- ha poteri di controllo di qualità e di vigilanza nei confronti dei fornitori dei servizi;

- valuta reclami, istanze e segnalazioni presentate dagli utenti o dai consumatori.

All'Autorità sono state attribuite funzioni in materia di qualità, tariffe e costi dei servizi idrici integrati, inizialmente assegnate all'Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua, Ente costituito a maggio 2011 e soppresso dopo pochi mesi dal decreto "Salva Italia" (D.L. 201/2011). Con la legge di bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205) sono stati attribuiti all'autorità compiti di regolazione e controllo anche nel settore dei rifiuti, trasformando anche la denominazione dell'Ente, che diventa dal 1º gennaio 2018 ARERA.

Il sistema elettrico, così come lo conosciamo oggi, ha avuto un notevole impulso con il Decreto Legge n. 79 del 16 marzo 1999 (Decreto Bersani). Questo Decreto avvia in Italia il processo di creazione del mercato libero dell'energia. Tale decreto, che recepiva ufficialmente le indicazioni della direttiva comunitaria del 1996 volta alla creazione del Mercato Unico dell'energia in Europa, ha permesso una graduale liberalizzazione delle attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica.

Una svolta definitiva, nella direzione di liberalizzare il mercato elettrico, lo ha dato il Decreto legge n. 73 del 18.06.2007 - "Misure urgenti per l'attuazione di disposizioni comunitarie in materia di liberalizzazione dei mercati dell'energia".

Con questo Decreto, sono state adottate, con decorrenza 1° luglio 2007, misure immediate per tutelare l’utenza in vista del completo recepimento della direttiva 2003/54/CE di liberalizzazione del mercato elettrico.

La stessa direttiva ha, infatti, previsto l’adozione da parte degli Stati membri di misure adeguate in grado di consentire ai clienti domestici del mercato elettrico di scegliere liberamente il proprio fornitore a partire dal 1° luglio 2007.

Dal luglio 2007 il mercato dell'energia in Italia è completamente liberalizzato, ogni fornitore può decidere di entrare sul mercato in qualsiasi momento e gli utenti possono liberamente decidere a quale fornitore rivolgersi.

Con la Legge 28 gennaio 2009, n. 2 - "Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185 - Riforma del Mercato Elettrico" sono state introdotte misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti crisi il quadro strategico nazionale.

A questa Legge ha fatto seguito il Decreto 29 aprile 2009  del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha dato "Indirizzi e direttive per la riforma della disciplina del mercato elettrico ai sensi dell'articolo 3, comma 10, della legge 28 gennaio 2009, n. 2. Impulso all'evoluzione dei mercati a termine organizzati e rafforzamento delle funzioni di monitoraggio sui mercati elettrici".

La completa liberalizzazione del mercato consente a ogni consumatore di decidere da quale fornitore e a quali condizioni acquistare energia elettrica.

Negli ultimi dieci anni, nel sistema elettrico stanno avendo sempre più spazio la produzione di energia da fonti rinnovabili e gli interventi di efficienza energetica.

Questo è successo, in particolare, dopo il Decreto Legislativo n. 387 del 2003, di recepimento della Direttiva 2001/77/CE sulla promozione delle fonti di energia rinnovabile e dopo il Decreto Legislativo n. 192 del 19.08.2005 e delle sue successive modifiche sull'efficienza energetica.

Conseguenza dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e delle tecnologie di efficienza energetica sarà la necessità nei prossimi anni di investire grandi risorse nel creare reti intelligenti (Smart Grid), sistemi di accumulo e una mobilità elettrica in grado di favorire la transizione ad un "Sistema Energetico Sostenibile".

Giampiero Vargiu

Laureato in Ingegneria elettrotecnica all'Università  di Cagliari nel 1980. Sindaco del Comune di Villagrande Strisaili dal 1995 al 2000. Socio della Societ  di Ingegneria TEAM SISTEMI ENERGETICI SRL, che ha sede operativa a Oristano e opera in tutta la Sardegna. Esperto in efficienza energetica e fonti di energia rinnovabili.

 

 

Commenti

La presentazione fatta da Giampiero Vargiu è stata di grandissimo interesse, non solo nella trattazione dei prodromi - qui richiamati - ma anche nella descrizione delle strutture, connesse alla liberalizzazione, e alla lettura di dettaglio della bolletta. Come ho avuto modo di segnalare nel mio intervento nel dibattito, continuo convintamente a ritenere fermi nella mia visione sociale due punti:
1 - un aspetto generale che trova inaccettabile che le reti e le infrastrutture fondamentali di uno Stato non siano "pubbliche" ma vengano interamente privatizzate. Non trovano giustificazioni le osservazioni che il "privato" è più efficiente: essendo contraddetto anche nella realtà attuale dall'esistenza di "gioielli" pubblici e da "sfasci" privati. La giustificazione copre in realtà la colpa della politica di aver occupato con posizioni politiche ruoli che avrebbero dovuto essere svolti da figure manageriali nell'ambito di società pubbliche, su cui la politica avrebbe dovuto svolgere il "controllo", non la gestione, lungo le linee di funzionalità agli obiettivi pubblici: ciò significa che pubbliche dovrebbero essere le infrastrutture e le reti di Energia, Ferrovie, Trasporti, Acqua, Comunicazioni e ogni altra infrastruttura considerata strategica. Il neoliberismo accettato in modo acritico sta, come la gramigna, intossicando la vita sociale e la gestione statuale;
2 - trovo inaccettabile, sotto il profilo strettamente "democratico", che la liberalizzazione dell'energia prevista per giugno 2019 sia totale ed univoca, cioè che esista esclusivamente il mercato libero e non sia stata prevista una porzione di mercato tutelato, come possibilità di scelta per il cittadino ( anche qualora a costo tariffario più elevato ). Trovo la mancanza di questa opzione inaccettabilmente antidemocratica.

Sono d'accordo con i due punti evidenziati da Gianni, che, peraltro, contribuisce sempre al dibattito. Grazie.

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