Dopo le dimissioni di Mauro Solinas si impone il problema della riscrittura dello Statuto di Antonio Ladu

Argomento
Ambito Territoriale

Lo Statuto del Comune di Oristano ha avuto il suo momento di gloria.

Mauro Solinas si è dimesso  dall’incarico di Assessore nella Giunta Lutzu.

Con quale motivazione?

La mie dimissioni sono un atto autonomo e volontario – ha precisato Mauro Solinas -. Non per l’incompatibilità, che non sussiste, ma per il rispetto delle quote rosa. Non ci ho dovuto pensare troppo, era una scelta doverosa nei confronti del Sindaco e di quegli assessori che sono stati eletti in Consiglio comunale”. 

Mauro Solinas fonda le sue affermazioni sul parere del Segretario Generale e dei legali del Comune.

Nel sito del Comune di Oristano si legge: “

Le verifiche formali e gli approfondimenti giuridici condotti in questi giorni (dal Segretario generale e dal Legale del Comune) hanno permesso di fare luce su tre aspetti: la piena legittimità della composizione della Giunta con 7 assessori, l’insussistenza dell’incompatibilità per Mauro Solinas e, infine, la necessità di portare a 3 il numero delle donne presenti in Giunta per rispettare le “quote rosa”.

Il Segretario generale sostiene le sue tesi con queste argomentazioni: “la materia dell’ineleggibilità ed incompatibilità alle cariche pubbliche, incidendo sui diritti soggettivi costituzionalmente garantiti, è riservata esclusivamente alla legge e non è suscettibile di interpretazione analogica o estensiva con lo strumento dello Statuto. Inoltre, la norma dello Statuto comunale (approvato nel 1992 e modificato nel 1996) non può ritenersi applicabile, essendo stato approvata in un tempo precedente all’entrata in vigore del Testo unico degli enti locali, per il principio di applicazione del diritto di gerarchia delle fonti, sia in quanto quest’ultima è norma sovraordinata, sia perché approvata in tempo successivo. Si segnala inoltre che l’articolo 10 dello statuto prevede l’adeguamento dello stesso entro 90 giorni dall’entrata in vigore di norme sovra ordinate”.

“Alla luce di quanto sopra  l’estensione di incompatibilità prevista nello statuto dell’ente è da intendersi disapplicabile”.

Sono quindi tre le motivazioni della non incompatibilità: i diritti soggettivi costituzionalmente garantiti, il diritto di gerarchia delle fonti, il non adeguamento dello statuto entro i termini previsti.

Sulle prime due motivazioni vi è molto da discutere; sulla terza però non ci possono essere dubbi.

La riscrittura dello Statuto comunale non è più rinviabile.

Antonio Ladu

Laureato alla Bocconi di Milano in Lingua e Letterature straniere, è stato assistente di Italiano alLiceo Jeansono de Sailly a Parigi. Sindacalista  nella Camera del Lavoro di Oristano e nella Segreteria regionale della Cgil. E’ stato inoltre presidente del Consorzio Industriale e del Sil-Patto territoriale di Oristano

Commenti

Non condivido la proposta del dott. Ladu. La reputo sbagliata e pericolosa.Sbagliata perchè in nessun programma elettorale, neppure in quello che ha vinto era presente.Pericolosa perchè metterla come priorità ora, inseguendo i fatti del caso in oggetto, rappresenterebbe uno schiaffo ai cittadini e ai valori di eticità e morali che lo Statuto Rappresenta.Le priorità per la città e i cittadini sono altre.Chi governa deve affrontare e risolvere i problemi di un'intera comunità non riaprire dibattiti teorici avulsi dalla realtà e legati a potenziali problemi contingenti di eletti o nominati.
Cordialmente.
Andrea Atzori
Laureato in Scienze Politiche

La proposta di revisione dello Statuto non è estemporanea, né legata al fatto specifico. Se il Dr.Atzori avesse la bontà di leggere il Post "Resoconto dell'evento del 19 giugno 2017", nel quale le Associazioni Cittadinanzattiva, Domus, Meic, Oristano e Oltre, Osvic e Mare Calmo hanno presentato ai candidati sindaci un documento dal Titolo "Governance e Partecipazione" (il documento è allegato al Post) vedrà che la richiesta di un nuovo Statuto era presente tra le priorità.

La ragione sta nel fatto che lo Statuto  è stato scritto con un quadro di riferimento non più attuale. Mi riferisco ovviamente non al fatto specifico, ma all'insieme delle sue norme, con particolare attenzione alla partecipazione dei cittadini, alle nuove tecnologie, alla trasparenza, alla semplificazione,,al bilancio partecipativo e, più in generale, al rapporto fra istituzioni e società civile.

Il Dr Atzori mi permetterà poi di osservare che il fatto che il tema non fosse presente nel programma di nessuna lista o coalizione, non significa che questa esigenza non sia vera e  non sia una priorità.

Debbo poi rimarcare che questo non significa che i temi economici e sociali siano meno importanti; nel sito sono ampiamente trattati da me e dagli altri soci dell'Associazione.,

Francamente, anche prescindendo dal riferimento di Antonio Ladu all' evento citato promosso dalle Associazioni - perchè ovviamente la nuova Amministrazione non è obbligata a condividere salvo che per le parti dell'adeguamento che sarebbe tenuta a porre in essere per adempimenti ad altre norme di legge sovraordinate - mi permetto di trovare priva di pregio l'osservazione del Dr Atzori a fronte della previsione dell'art.10 dello Statuto, citata dal Segretario Comunale, che prevede un obbligo di adeguamento entro 90 giorni. E' forse più etico nei confronti dei cittadini avere previsioni statutarie rottamate da nuove previsioni legislative e che le amministrazioni non provvedono ad adeguare ?

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