Centri per l’impiego: in Francia funzionano? Di Antonio Ladu

Ambito Territoriale

A seguito della pubblicazione del Post relativo alla RSA (Reddito di solidarietà attiva) mi è stato chiesto di approfondire anche le modalità e l'organizzazione pubblica delle strutture che si occupano delle politiche attive del lavoro.

Cosa che cercherò di fare con questo post, prendendo in considerazione la governance, la missione , le fonti di finanziamento, il personale.

La Governance.

La riorganizzazione dei servizi pubblici per l’impiego è avvenuta con una legge del febbraio 2008 che ha  creato  Pôle emploi  un’istituzione nazionale pubblica.

E’ sottoposta al controllo dello Stato ed è dotata di autonomia amministrativa e finanziaria; il personale è soggetto a contratto di diritto privato.

Il Consiglio di amministrazione è composto di 19 persone: 5 rappresentanti dello Stato, 5 rappresentanti delle Organizzazioni sindacali, 5 delle Organizzazioni datoriali, due personalità designate dal Ministro del Lavoro, due rappresentanti delle Istituzioni locali designati dalle Associazioni delle Regioni, delle province e dei comuni.

Lo Stato, Pôle emploi  e Unedic (l’organismo che gestisce l’assicurazione contro la disoccupazione) stipulano convenzioni  triennali dando la priorità all’accompagnamento personalizzato sia a chi ricerca  un lavoro sia alle imprese.

A livello regionale vi sono  17 direzioni regionali.

In ogni regione il Direttore regionale di Pôle emploi  firma col Prefetto una convenzione che ha l’obiettivo di programmare gli interventi, tenendo conto della situazione locale dell’impiego e del mercato del lavoro.

La connotazione principale di Pôle emploi  è che si tratta di una istituzione statale che tende a garantire uniformità di intervento su tutto il territorio nazionale, pur adattando la proria azione alle situazioni locali..

Questo permette a tutte le strutture dell’impiego francesi di dialogare sia fra di loro che a livello internazionale.

Pôle emploi  agisce, infatti, anche nella ricerca di un lavoro a livello internazionale e propone annualmente da 30.000  a 40.000 posti di lavoro in Europa e nel mondo.

La seconda caratteristica importante è il coinvolgimento a livello gestionale dei Sindacati, delle Organizzazioni datoriali e delle Autonomie locali.

La terza caratteristica è che agisce a tutti i livelli in base a convenzioni, fissando obiettivi precisi e misurabili.

Le Funzioni

-Iscrizione dei disoccupati nella lista del collocamento e controllo della ricerca dell’impiego;

-Accompagnamento personalizzato del disoccupato alla ricerca di un lavoro;

-Accompagnamento, dell’aspirante imprenditore nella creazione di impresa;

-Aiuto alle imprese nelle assunzioni.

Creazione di impresa

Pôle emploi accompagna i disoccupati che vogliono creare un’impresa aiutandoli a verificare la loro idea di impresa, a creare il business plan e fornendo loro dei finanziamenti che consistono nell’anticipazione dell’indennità di disoccupazione o nell’’erogazione della stessa iper 24 mesi dall’inizio dell’attività di impresa.

Pôle emploi  stipula inoltre convenzioni con diversi organismi che hanno come missione il sostegno alla creazione di impresa.

Finanziamento e Personale

Alla progressiva riorganizzazione delle politiche pubbliche dell’impiego ha corrisposto un progressivo aumento del finanziamento, passato da 1,3 miliardi di euro del 2012 ai 5,7 miliardi del 2016, così come del personale, passato dai 45.222 de 2012 ai 54.000 dipendenti del 2016.

Nel 2012 l’aumento della disoccupazione e il mantenimento degli stessi livelli occupativi di Pôle emploi ha determinato un numero eccessivo di persone assegnate ai dipendenti per l’accompagnamento personalizzato con la conseguenza di un minor tempo disonibile per seguire i disoccupati.

Nel 2013 si è perciò pensato di procedere a un accompagnamento differenziato lasciando più autonomia ai prfili considerati più capaci di muoversi da soli per dedicare più tempo ai casi più difficili. Secondo questa nuova procedura si è valutato che un consigliere non avrebbe dovuto seguire più di 70 disoccupati.

Sempre nel 2013 Pôle emploi ha deciso di offrire un accompagnamento più personalizzato alle imprese adattando l’accompagnamento ai bisogni dell’impresa e dei suoi progetti di assunzione.

Nel 2014 è stato firmato un protocollo fra Pôle emploi e le province per l’accompagnamento globale. Il primo si impegnava a continuare e rafforzare l’accompagnamento del disoccupato alla ricerca di un lavoro, le seconde ad aiutare le persone in difficoltà con interventi sociali (alloggio, trasporti ).

Nel 2015 e 2016 Pole emploi ha aumentato la sua dotazione organica; questo le ha permesso di rafforzare la sua assistenza ai disoccupati con la creazione di una serie di piattaforme su internet, con l’accompagnamento differenziato alle persone maggiormente lontane dal mondo del lavoro e con l’assistenza personalizzata alle imprese. 

I risultati stanno premiando questi sforzi, tanto che a Luglio 2017 il tasso di soddisfazione delle persone in cerca di lavoro era del 71 % ; il tasso di soddisfazione delle imprese del 65 %.

Ladu Antonio

Laureato alla Bocconi di Milano in Lingua e Letterature straniere, è stato assistente di Italiano al Liceo Jeanson de Sailly a Parigi. Sindacalista  nella Camera del Lavoro di Oristano e nella Segreteria regionale della Cgil. E’ stato inoltre presidente del Consorzio Industriale e del Sil-Patto territoriale di Oristano.

 

 

Commenti

La ricognizione di Antonio Ladu conferma la necessità che le strutture che si dovrebbero occupare di politiche "attive" non svolgano un ruolo passivo ma siano parte integrante ed attiva nel processo di collocazione/ricollocazione. Ad ipotesi simile di declinazione avevo fatto riferimento nel mio Post sul " Patto sociale". Una configurazione organizzativa necessaria per dare senso compiuto all'attivazione del REI.

Mi sembra un sistema ben organizzato. Sarebbe interessante conoscere i dati sui Centri per l'impiego in Italia, in modo da fare i paragoni, individuare le problematiche, per poter provare a sviluppare una proposta adeguata alla nostra realtà, magari con l'aiuto di qualche esperto di legislazione del lavoro, possibilmente, da individuare in Sardegna o nell'Oristanese. La questione del lavoro è la grande sfida del futuro.

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