Alcune riflessioni sul fenomeno dei Gilets Jaunes. Di Antonio Ladu

Ambito Territoriale

Tutti sono d’accordo nel sottolineare la collera e il disagio alla base della protesta dei Gilets Jaunes.

Ma quali sono i ceti sociali maggiormente coinvolti? La collera e il disagio della società francese permettono di paragonarla alla società italiana?

1.Quali sono i ceti sociali maggiormente coinvolti?

I Gilets jaunes sono in maggioranza lavoratori e pensionati.

La conferma arriva dalle promesse che Macron ha annunciato il 10 Dicembre.

Le promesse di Macron sono state principalmente quattro:

Il salario di un lavoratore al SMIC aumenterà di 100 euro da Gennaio 2019 senza un costo ulteriore per i datori di lavoro.

Le ore supplementari dal 2019 non verseranno imposte: costituiranno quindi un aumento netto del reddito dei lavoratori.

Invito ai datori di lavoro che ne hanno le possibilità di versare un premio di fine anno ai )lavoratori senza imposte né oneri previdenziali.

I pensionati al di sotto di 2.000 euro vedranno annullato dal 2019 l’aumento della CSG (contributo sociale generale) subita quest’anno.

2-La situazione francese può essere equiparata a quella italiana?

La lotta, spesso violenta dei Gilets jaunes può far pensare ad una situazione sociale o uguale a addirittura peggiore di quella italiana.

Lo stato sociale francese è invece più avanzato di quello italiano.

Il salario minimo garantito (Smic) rimane al momento una promessa elettorale in Italia mentre in Francia esiste dal 1950 .  

Oggi l’ammontare  del salario orario lordo è di 9,88  euro, quello mensile, sulla base di 35 ore, è di 1 498,47 euro, quello annuale di 17 981,64 euro. Lì ammontare mensile netto è di 1  173 euro.

Inoltre il Reddito di cittadinanza, ancora da approvare, o di inclusione, oggi in vigore,  in Francia si chiama reddito di solidarietà attiva ed esiste da più di 10 anni.

Il RSA garantisce ai beneficiari un redito minimo  con una contropartita obbligatoria di cercare un impiego o di definire e seguire un progetto professionale finalizzato a migliorare la sua situazione finanziaria.

L’importo del RSA varia secondo il numero dei beneficiati e la situazione familiare: pe-1 persona sola  è di 545,48 euro.

Vi sono però due punti che accumunano la realtà francese e quella italiana.

Il primo è il forte indebolimento dei corpi intermedi, in primo luogo i sindacati dei lavoratori; la conseguenza è che i gruppi  sociali rappresentati sono più deboli e più frustrati e quindi, quando scendono in lotta, scivolano più facilmente nella violenza.

Il secondo è che la concertazione istituzionale e sociale è unita  nello scaricare  sul pubblico il costo delle misure dell’accordo; la conseguenza è l’aumento del deficit e del debito.

Antonio Ladu

Laureato alla Bocconi di Milano in Lingua e Letterature straniere, è stato assistente di Italiano al Liceo Jeanson de Sailly a Parigi. Sindacalista  nella Camera del Lavoro di Oristano e nella Segreteria regionale della Cgil. E’ stato inoltre presidente del Consorzio Industriale e del Sil-Patto territoriale di Oristano.

 

 

 

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