Al Nuorese 168 milioni di euro; all’Oristanese 13 milioni. Di Antonio Ladu

Argomento

Lo strumento di Programmazione a cui si fa riferimento in questo articolo è quello della Programmazione territoriale regionale. Non vengono quindi presi in esame altri strumenti di programmazione nazionali e/o regionali che renderebbero più complicato il raffronto anche se, in ogni caso, l’esito finale non muterebbe.

Le cifre che citerò nel Post sono tratte dal sito della Regione.

Anticipo le conclusioni: ad oggi il Nuorese porta a casa tre Accordi di Programma e 168 milioni di euro, l’Oristanese un Accordo di Programma e 13 milioni.

Una breve precisazione; L’accordo di Programma per il Piano di rilancio del Nuorese non è ancora firmato, ma lo sarà entro Agosto.

Libererà, ha dichiarato l’Assessore Spanu, cospicue risorse finanziarie in grado di sostenere la crescita economica e sociale. Nel Piano si inserisce anche il progetto che riguarda l’Area Vasta di Nuoro, basato su cultura, scienza e valorizzazione delle periferie, per il quale in tempi brevi sarà sottoscritto l’accordo di programma”.

Per il Piano sono disponibili 55 milioni di euro più 30 milioni su risorse già programmate.

Fra i progetti due sono particolarmente significativi.

L’ intervento sull’Area Vasta di Nuoro finanziato con le risorse del Piano per un importo di 11 milioni di euro a cui si aggiungono i 18 milioni di provenienza statale.

Per le iniziative dei privati, si procederà con il sistema dei bandi. territorializzati destinati alle imprese per un importo di 7 milioni e 200 mila euro.

Riassumendo, a breve verrà firmato l’Accordo di Programma per il rilancio del Nuorese che comprende l’intero territorio provinciale, finanzia un cospicuo intervento per l’Area Vasta di Nuoro e prevede un bando riservato alle imprese di quel territorio.

Mentre il Piano di rilancio del Nuorese deve ancora chiudere l’Accordo di Programma, l’Ogliastra e il Marghine stanno lo hanno già firmato.

L’accordo dell’Ogliastra, denominato “Percorsi di lunga vita”, firmato nel Gennaio 2017, ha un ammontare di da 59 milioni di euro.

L’Accordo di programma quadro è stato sottoscritto dalla Regione  dai presidenti delle tre Unioni di  Comuni del territorio (Valle del Pardu e Tacchi Ogliastra Meridionale) e dall'amministratore straordinario della Provincia di Nuoro.

Anche per le imprese dell’Ogliastra è stato previsto un Bando territoriale "Competitività per le MPMI dell’Ogliastra nei settori Turismo, nautica e ricettività, prodotti da forno il cui avviso è uscito il 14/6/2017. ”

Anche il Marghine ha firmato l’accordo, dal titolo “Marghine al Centro” il 6 maggio 2017.con un finanziamento di 24 milioni di euro.

L'obiettivo generale è ridurre il divario con le aree maggiormente sviluppate della Regione in termini di opportunità di lavoro e offerta di servizi, quello specifico aumentare l'appeal del Marghine migliorandone la competitività, dotandolo di attrattori ambientali e culturali e migliorandone i servizi.

E l’Oristanese?

E’ stato firmato un Accordo di Programma nel mese di Marzo 2017. E’ quello di Parte Montis, un progetto di 13 milioni di euro.

Per il territorio hanno sottoscritto l'accordo il presidente dell’Unione dei Comuni Parte Montis e l'amministratore straordinario della Provincia di Oristano.

 - L’Accordo prevede l’attuazione degli interventi da parte dell’Unione dei Comuni Parte Montis (Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Pompu, Simala, Siris), che sarà responsabile del coordinamento e dell’attuazione degli interventi, del monitoraggio e del controllo e che opererà come centrale unica di committenza.

Perché risultati così diversi? Non c’è dubbio che la classe dirigente nuorese pesi molto di più di quella oristanese a livello regionalee nazionale, ma non è la sola ragione.

Il nuorese ha una forte identità territoriale, soffre meno di particolarismi locali, la lamentazione è  funzionale a cogliere immediatamente tutte le opportunità, il controllo sociale è molto più forte, le forze istituzionali, economiche e sociali. lavorano insieme da più di due anni per perseguire questi obiettivi.

Antonio Ladu

Laureato alla Bocconi di Milano in Lingua e Letterature straniere, è stato assistente di Italiano alLiceo Jeansono de Sailly a Parigi. Sindacalista  nella Camera del Lavoro di Oristano e nella Segreteria regionale della Cgil. E’ stato inoltre presidente del Consorzio Industriale e del Sil-Patto territoriale di Oristano.

 

 

Commenti

Il risultato dell'analisi di Antonio Ladu è la cartina di tornasole e prova provata di quanto, anche come Associazione Oristano e Oltre, andiamo dicendo dal primo evento fatto.
I particolarismi "paesani", lo scarso ruolo svolto dal Comune capoluogo almeno nel raccogliere gli stimoli e le idee - provenienti anche dalla realtà sociale - per una progettazione di Area vasta, ed una gretta visione politica, che contribuisce a chiuderci nei recinti comunali, sono alla base di questa situazione. Nessun Comune e nessuna parte politica si può chiamare fuori, avendo ognuno contribuito allo stato in cui versa il territorio provinciale. Una situazione che è tanti più grave quanto più lo si raffronti al "potenziale" in termini di cultura, natura, risorse archeologiche e paesaggistiche e, non ultimo, di intelligenze che il territorio sarebbe in grado di mettere a valore.
Io credo che solo quando i "cittadini" cominceranno a richiamare vibratamente le proprie Amministrazioni e le proprie parti politiche a ricercare prima e trovare poi aree di confronto con gli altri e con le istanze del territorio, si potrà sperare di gettare le basi per un progetto che riguardi l'intera provincia. Rimango peraltro sempre più convinto sulla utilità che pubblico e privato dovrebbero gettare le basi per la costituzione di un'Agenzia di Sviluppo.

La proposta può essere quella di avviare una grande mobilitazione del territorio per una vertenza in autunno per il rilancio dell'Area Vasta Oristanese.

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